Ultime notizie dal Nicaragua.

  • Published in News

 Ultime notizie dal Nicaragua.

 

Il quarantesimo anniversario della Rivoluzione sandinista storica.

In una piazza gremita di simpatizzanti sandinisti e lavoratori statali Daniel Ortega e Rosario Murillo hanno condito di retorica questo importante anniversario

A differenza dei precedenti anni c’è stata una scarsa presenza di istituzioni straniere. Era presente solo il Presidente dell’Ossezia del Sud (Stato riconosciuto solo da 5 nazioni nel mondo) oltre alla vicepresidente venezuelana e il primo vicepresidente di Cuba.

 Rosario Murillo ha iniziato i convenevoli con una sequela infinita di slogan “No pudieron, ni podrán” “Vamos adelante con fe y esperanza” “Nicaragua avanza en paz y unidad” etc

 Ha letto alcuni versi dell’inno sandinista e citato Sandino e i suoi generali e i martiri ed eroi storici del FSLN. E il discorso è terminato con altri slogan.

Ortega, intervenuto verso la fine della celebrazione, ha iniziato con delle citazioni bibliche, rivendicando la natura cristiana del suo governo e sottolineando l’unità tra cattolici ed evangelici.

Dopo aver fatto riferimento al movimento contro la guerra dei veterani di guerra USA e al diritto all’emigrazione verso gli Stati Uniti e l’Europa ha iniziato a scaldare la piazza scagliandosi contro il movimento oppositore. Dopo aver detto che “qui abbiamo avuto pazienza, ma tutto ha un limite” ha pronunciato un discorso duro contro ogni possibilità di riaprire un dialogo con l’opposizione e ha ribadito che sì, ci sarà una riforma della legge elettorale, ma solo perché nessuno possa dire che il Fsln ha rubato le elezioni. Tradotto significa che verrà elaborata dall’assemblea nazionale una riforma unilaterale che non tiene conto delle richieste dell’opposizione.

 Per chiudere ha ripetuto gli slogan “No pudieron ni podrán”, “Aquí ni nos vendemos ni no nos rendimos” e ha chiesto la cancellazione delle sanzioni internazionali.

 Gli ex comandanti e comandantas della Rivoluzione erano altri grandi assenti.

 Tra coloro ancora vivi Monica Baltodano, Luis Carrión, Moisés Hassan Morales, Humberto Ortega, Sergio Ramírez, Dora Maria Téllez, hanno denunciato la deriva autoritaria e sanguinaria del regime Ortega-Murillo.

Dora Maria Téllez, comandante del Fronte Ovest che 40 anni fa entrava vittoriosa a Managua con i suoi 3.000 uomini, fin da subito ha appoggiato le rivolte di aprile, ha denunciato l’isolamento internazionale del Governo Ortega-Murillo e a seguito del 40esimo anniversario ha commentato che il governo è sempre più indebolito e fatica a mantenere le sue basi sandiniste storiche.

Sesta tappa della repressione.

 

 

 

Dopo 326 morti, 1.500 feriti, 521 prigionieri/e politici /che con misure alternative dal 18 giugno,

182 prigionieri/e ancora in carcere e più di 85.000 esiliati/e il governo ha iniziato una nuova fase di repressione.

Nel Nord da ottobre 2018 a luglio 2019 si sono registrate 30 morti violente (la maggioranza uomini e alcuni casi di femminicidio) tra queste 21 morti sono legate a motivazioni politiche evidenti nei municipi agricoli nei dipartimenti di Jinotega e Matagalpa in particolare a Wiwilì, el Cuá, San José de Bocay e Rio Blanco (fonte ricerca della sociologa Elvira Cuadra).

Le vittime sono persone che hanno partecipato alle attività del movimento civico Azul y Blanco o appartenenti all’opposizione.

Si tratta di omicidi mirati e non casuali, tutti commessi da piccoli gruppi di persone con armi da fuoco. In vari casi ci sono segnalazioni della complicità della polizia e di paramilitari.

 Il movimento denuncia che si tratta di una fase che ha l’obiettivo di mantenere sotto minaccia e attacco i leader sociali del movimento civico in forme diverse: in città attraverso l’assedio (circondando le abitazioni), intimidazione, sorveglianza, minaccia, arresti ripetuti; nelle montagne omicidi mirati.

Fin da quando hanno iniziato ad essere detenuti illegalmente nelle galere nicaraguensi i prigionieri e le prigioniere politiche hanno denunciato la loro condizione. Tutti accomunati da un arresto senza un giusto processo e mantenuti nei reparti speciali delle carceri in cui si pratica ordinariamente la tortura fisica, psicologica, la violenza sessuale e l’isolamento sistematico.

In questa fase di repressione odierna 40 ex prigionieri e prigioniere sono stati nuovamente sequestrati arbitrariamente, arrestati, pestati, derubati, insultati e poi dopo pochi giorni nuovamente liberati.

Questo è avvenuto anche all’avvocata María Oviedo, della Commissione Permanente dei Diritti Umani (CPDH).

María Oviedo il 26 luglio 2019 è stata arrestata in modo arbitrario dalla Polizia di Masaya mentre accompagnava un detenuto politico, Cristian Fajardo, che si recava in una caserma di polizia.

Questi fatti succedono dopo che il giorno precedente, 25 luglio, le forze di sicurezza dello Stato hanno represso con violenza diverse proteste convocate in diversi luoghi del Nicaragua e hanno arrestato di modo arbitrario vari partecipanti alle stesse.

Gruppi paramilitari e parapoliziali.

15 mesi dopo la comparsa di gruppi paramilitari e parapoliziali il Capo dell’Esercito del Nicaragua, il Generale Avilès, ha dichiarato pubblicamente che non esistono gruppi di questo tipo.

Fino a questa data l’esercito non si era espresso pubblicamente.

Hugo Torres, generale in ritiro ha denunciato che l’Esercito avrebbe il dovere, secondo la Costituzione, di smantellare questi stessi gruppi nel caso in cui la Polizia Nazionale non agisca.

Chiaramente le varie prove di collaborazione della stessa Polizia Nazionale con i gruppi, definiti per questa ragione parapoliziali, evidenzia come le forze armate siano allo stesso modo complici di questa forma di repressione armata statale.

Le prospettive della lotta Azul y Blanco.

 

 

 

A 15 mesi dall’inizio delle lotte di aprile il movimento continua in resistenza nonostante la feroce repressione. Continuano le forme di lotta di piazza, le richieste degli studenti e studentesse rispetto ad un’autonomia dalla politica nelle Università, continua la richiesta di giustizia per le vittime e per le detenzioni arbitrarie e la richiesta che il governo Ortega-Murillo si dimetta e si indicano elezioni anticipate.

Quello che chiede il movimento anti regime è che il governo venga sanzionato per colpire il portafoglio che mantiene aperti i rubinetti dei finanziamenti internazionali che vengono usati per alimentare la repressione.

 

Vedi intervista a Ana Margarita Vijil link 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Read more...
Subscribe to this RSS feed

Ultime News