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CROWDFUNDING A SOSTEGNO DELLE LAVORATRICI DELLE MAQUILAS

In qualità di referente in Italia della Red Obreras Campesinas Feministas, associazione non-profit di operaie e contadine femministea cui aderiscono alcune ex operaie della fabbrica Florenzi, Ni una Menos El Salvador, NUMES, il sindacato SSINT, Sindicato Salvadoreño de Industrias Textiles y Similares, la Organización de Mujeres Salvadoreñas por la Paz, ORMUSA, e Lisangà culture in movimento Odv, lanciamo la campagna di crowdfunding AIUTA!APOYA!SUPPORT MAQUILA WOMEN IN EL SALVADOR.

Il denaro raccolto servirà a garantire a 200 operaie salvadoregne delle maquilas una borsa della spesa minima, ciascuna corrispondente al valore di 15 euro, e contenente viveri di prima necessità e alcuni prodotti per l’igiene, tanto più indispensabili al tempo della pandemia.

Per saperne di più sulla RED e sulle condizioni delle lavoratrici delle maquilas ti invitiamo a leggere il testo della campagna e se hai ancora curiosità, contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Ogni contributo è prezioso... grazie!

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Vigilia delle lezioni in El salvador

El Salvador si prepara alle elezioni di domani e lo fa con uno stuolo di più di 3000 osservatori nazionali ed internazionali. Una supervisione ancor più necessaria date le operazioni illegali di chiusura campagna compiute negli ultimi giorni da alcuni candidati dei partiti Gran Alianza por la Unidad Nacional (GANA) e del Partido Demócrata Cristiano (PDC), che hanno promesso ed elargito regalie ai propri elettori attraverso delle vere e proprie lotterie.

Per approfondire leggi l’articolo della rivista Nodal. 

La rivista femminista La Brújula ha invece intervistato le donne candidate alla carica di deputato, cercando di mettere in evidenza se e come intenderebbero conciliare la loro personale lotta femminista con le linee di partito. Puoi leggerne alcune qui.  

Interessante infine, riflettere sull’importanza di queste elezioni. Come esorta l’articolo della rivista dell’Associazione Equipo Maiz della foto sotto, questa domenica 28 febbraio è importante che la popolazione voti consapevolmente, che tenga conto delle proposte dei partiti politici che favoriscono le grandi maggioranze. Un'Assemblea legislativa con un potere equilibrato è necessaria per frenare le azioni antidemocratiche del governo ed esercitare il controllo sull'uso delle risorse statali.

 

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Elezioni parlamentari 2021 in el salvador

IL VENTO CONTRARIO 

Il 31 gennaio 2021 sarà ricordato come culmine e conseguenza dell'azione di governo portata avanti con una campagna permanente di odio e menzogne dal presidente Nayib Bukele: quel giorno tre uomini armati, guardie del corpo del ministro della salute, hanno ucciso due persone militanti del FMLN e ne hanno ferite tre, mentre stavano rincasando su un veicolo scoperto, dopo aver partecipato a una riunione del partito.

Questo omicidio è avvenuto quasi un anno dopo l'assalto al parlamento da parte del presidente Bukele, con l'appoggio logistico della polizia nazionale civile (creata con gli Accordi di Pace del 1992) e dell'esercito nazionale.

La manipolazione e l'autoritarismo del presidente Bukele sono stati evidenti durante il 2020, soprattutto nella gestione della pandemia di covid-19. Per esempio, ha creato un'emergenza epidemiologica per ottenere, in qualsiasi modo, l'autorizzazione del parlamento ad accendere prestiti nazionali o internazionali; ricordiamo poi gli attacchi all'opposizione politica con campagne mediatiche basate su insulti e denigrazione (“restituite il maltolto, partiti corrotti e gli stessi di sempre”) per sottoporre le sue decisioni agli organi dello Stato. Ne sono esempi significativi la richiesta di oltre 3.000 milioni di dollari in prestiti per fini non chiari (1), la costruzione di un nuovo ospedale con l'idea di “curare un presunto contagio di massa di malati di covid”, l'acquisto di tonnellate di alimenti da aziende messicane per donare pacchetti alimentari alla popolazione. Sebbene abbia ottenuto l'indebitamento, si rifiuta di presentare il rendiconto delle spese sostenute dai suoi ministri, ignora le richieste della Procura della Repubblica e disobbedisce alle istruzioni della Corte dei Conti, che ha il mandato costituzionale di controllare l'uso delle risorse pubbliche. Bukele ha cioè bisogno di uno stato d'eccezione (e non di diritto) per gestire a suo piacimento i soldi del bilancio.

Fino al 20 gennaio 2021 Bukele contava sull'appoggio, o meglio sulla complicità del presidente Trump, che lo definiva un gran presidente e gli offriva “uno speciale, sebbene apparente, appoggio incondizionato ”(2), e per questa ragione non menzionava mai la violazione della costituzione salvadoregna da parte di Bukele, che ha però ricevuto avvertimenti da parlamentari statunitensi di entrambi i partiti, repubblicano e democratico, in merito a tali violazioni e agli attacchi ad altri organi dello Stato salvadoregno, così come a giornalisti indipendenti che indagano sugli atti di corruzione del governo.

Sembra che non soffi più quel vento favorevole che negli anni 2019 e 2020 spirava dal governo statunitense verso Bukele. Il trionfo del candidato del partito democratico, Joe Biden, che ha dovuto subire l'assalto antidemocratico con la vergognosa presa di Capitol Hill, istigata da Trump per evitare che venisse dichiarata la vittoria elettorale di Biden, riduce lo spazio a disposizione di Bukele per continuare a distruggere l'opposizione politica, specialmente i partiti FMLN, ARENA y PDC. In campo internazionale, comincia ad avere il vento contrario.

Gli omicidi per motivi politici erano scomparsi da El Salvador con la firma degli Accordi di Pace. La narrazione di Bukele però, che scredita la guerra civile e gli Accordi di Pace come farse, crea le condizioni per la realizzazione di atti violenti contro gli oppositori politici; gli assassini del 31 gennaio scorso, dipendenti governativi, non avrebbero sicuramente agito in un contesto di rispetto mutuo, ma questa volta abbiamo assistito addirittura alla loro difesa da parte della polizia nazionale civile, che ha manipolato dei video per far credere alla popolazione che avessero sparato per difendersi. E i sostenitori di Bukele celebrano gli assassini come eroi.

Questo delitto suscita indignazione e condanna, a livello nazionale e internazionale. Supponiamo che l'immagine di Bukele potrebbe indebolirsi nella classe media e in altri settori sociali del paese. L'opposizione ha presentato alla Procura della Repubblica una richiesta di incriminazione contro il presidente Bukele per l'assalto al parlamento, definito colpo di stato; e un deputato ha chiesto al parlamento di dichiarare l'incapacità mentale del presidente, che merita la destituzione. Eppure, secondo i sondaggi, la popolarità di Bukele rimane stabile, perché il suo partito e i suoi alleati godono ancora di un alto livello di gradimento. Vedremo cosa ci mostreranno le urne il 28 febbraio... Il dado è tratto.

V. Carballo

Traduzione di Elisa Campaci

 

NOTE:

1Tra le spese sospette ricordiamo la creazione di un giornale di tiratura nazionale chiamato “EL SALVADOR”; inoltre su tutto il territorio nazionale ci sono manifesti pubblicitari dei candidati sindaci e deputati del suo partito Nuevas Ideas.

2Ricordiamo che Donald Trump ha obbligato i tre paesi del nord del Centroamerica (Guatemala, El Salvador e Honduras) a firmare un umiliante accordo come paesi terzi per ospitare migranti di altri paesi che richiedono asilo negli USA. Questo patto è stato abolito da Joe Biden non appena si fosse insediato alla presidenza degli USA.

 

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Verso le elezioni in El Salvador

Verso le elezioni in El Salvador: piccole storie di candidati

Tejutepeque è una delle città salvadoregne che conserva nel proprio nome una radice nahuat: significa Cerro de las brasas (la Collina delle braci). Si trova nella provincia di Cabañas, nella zona centro settentrionale di El Salvador. È suddivisa in 6 cantones (frazioni), di cui una è San Francisco Echeverría. Ha circa 7000 abitanti.

Romualdo Roberto Valle Aurego ha 39 anni e vive a Tejutepeque.

Da quando aveva 18 anni si è sempre impegnato nel sociale, come assistente sociale, educatore o coordinatore di progetti.

Ha accumulato un’esperienza di 6 anni nell’amministrazione comunale di Tejutepeque, studiando leggi e codici, imparando a gestire la parte amministrativa.

Ora è candidato sindaco a Tejuetepeque per l’FMLN (il partito nato dalla organizzazione guerrigliera omonima, dopo gli Accordi di Pace del 1992, al termine di una guerra civile durata 12 anni).

Roberto sa che a livello nazionale l’FMLN sta vivendo un momento difficile, la tornata elettorale prevista a fine febbraio e che porterà ad una nuova Asamblea Legislativa, insieme alle elezioni amministrative locali, potrebbero sancire una sonora sconfitta per il partito di sinistra.

Secondo un’indagine del Centro de Estudios (CEC) della Universidad Francisco Gavidia (UFG), Nuevas Ideas (il partito dell’attuale presidente Bukele) potrebbe ottenere addirittura il 65% dei voti, consolidandosi come primo partito; un 7% voterebbe ARENA (il tradizionale partito rappresentativo della destra del paese), il 3% GANA (il partito con cui si era presentato Bukele nelle scorse elezioni presidenziali e che in questo caso potrebbe essere l’ago della bilancia), e solo il 2,2% al FMLN.

Nelle elezioni per i sindaci, un 60% della popolazione voterebbe candidati di Nuevas Ideas, il 12% di ARENA, mentre il 5,3% voterebbe per il FMLN e altrettanti per GANA.

Si noti che se la pandemia si mantenesse ai livelli attuali, un 73% della popolazione salvadoregna andrebbe comunque a votare, mentre il 20% ad oggi sceglierebbe di non partecipare. (1)

Roberto sa cosa vuole: portare la sua amministrazione nella direzione dello sviluppo economico e sociale, cercando fondi della cooperazione e portando avanti un rinnovamento del comune, facendolo uscire dall’immobilismo.

Punta sulla imprenditoria giovanile, su un ruolo più centrale delle donne, su una maggiore attenzione al problema della salute, su incentivi per lo sport, la cultura, in particolare la musica, una sua passione da sempre.

Ha il progetto di realizzare un mercato comunale, potenziare l’agricoltura con sussidi, promuovere la diversificazione delle coltivazioni e diffondere il biologico, proteggendo l’economia locale e favorendo l’apertura di nuovi canali commerciali.

C’è spazio anche per il turismo, cercando di inserirsi nelle Rutas turisticas già esistenti, creando un sentiero ecologico con belvederi, migliorando il parco comunale, ristrutturando la facciata della Chiesa, creando nuove fermate per gli autobus che collegano Tejutepeque alla capitale ed alle cittadine limitrofe. Vorrebbe inoltre rivalorizzare i luoghi turistici simbolo della città, come il Cerro Azacualpa, il balneario Los Zopes e la poza El Caracol. Senza dimenticare che tradizionalmente, nel 1800, Tejutepeque veniva soprannominata la Circasia Salvadoreña per la bellezza delle sue donne che partecipavano alle sfilate della zona.

Nel campo socio sanitario, si pone l’obiettivo di garantire a tutte le famiglie, soprattutto a quelle che vivono nelle frazioni più isolate, energia elettrica ed acqua potabile; vuole incrementare il personale impegnato in attività con bambini ed adolescenti. C’è anche un’attenzione al mondo animale, per ridimensionare il numero di cani randagi, se necessario attraverso un programma di sterilizzazione.

Roberto Valle è ottimista: il candidato di ARENA non è la persona che ha dominato la scena amministrativa a Tejutepeque negli ultimi anni – tolta una breve parentesi a guida FMLN nel periodo 2015/2018 – ed i candidati di GANA e Nuevas Ideas dovrebbero sottrarre voti alla stessa area conservatrice di ARENA.

Come è ottimista Gilberto Reyando Miranda, candidato di San Francisco Echeverría nella lista di Roberto: è socio di Lisangà, uno dei nostri referenti in loco per lo sviluppo di progetti nel campo socio educativo.

Jaime Hernández Lovo, originario di San Antonio, piccola frazione di Cinquera, quarantenne, è invece il candidato sindaco per l’FMLN a Cinquera, cittadina limitrofa di Tejutepeque. (2)

Cinquera ha soltanto 1800 abitanti, ma è stata un punto nevralgico durante la guerra: era conosciuta come Radiola, luogo simbolo della resistenza guerrigliera nella zona; per questo fu rasa al suolo ed ancora oggi sono visibili i segni lasciati dai bombardamenti massici dell’esercito.

Jaime è nato proprio nel 1980, quando scoppiò la guerra; la sua famiglia, come molte altre, fu costretta a fuggire, rifugiandosi prima a Soyapango, poi a La Libertad, per rientrare soltanto nel 1991, con le prime ripopolazioni e ricostruzioni delle città abbandonate e distrutte.

Jaime, fin da ragazzo, si è impegnato in gruppi ecologici, comunità di base, nella Brigada Revolucionaria de Cinquera e nel 2017 è stato presidente del comitato locale del turismo.

Una vita dedicata alla comunità, con spirito di servizio; per questo non ha esitato quando l’FMLN ha deciso di aprire all’esterno della struttura rigida di partito la possibilità di candidarsi come sindaco: Jaime ha vinto le primarie ed ora si presenta come candidato del partito.

Anche lui si propone di rafforzare il tessuto sociale e riproduttivo di Cinquera: i suoi obiettivi sono riattivare l’agricoltura, creare cooperative, stimolare la commercializzazione dei prodotti, dare impulso a gruppi di giovani e donne, difendere i diritti dei soggetti diversamente abili e degli anziani, le categorie più vulnerabili, ancora di più al tempo della pandemia.

Jaime è ottimista, Cinquera è sempre stato amministrato tradizionalmente dal FMLN, che ha perso soltanto 2 volte, tra il 2009 ed il 2015. Ora spera che gli abitanti votino con saggezza, sapendo riconoscere chi considera ancora la politica come un servizio e chi, invece, come l’attuale Presidente Bukele, incita all’odio, è poco trasparente ed utilizza in modo esagerato i social per imbonire la popolazione.

Come recita uno slogan: Tejutepeque e Cinquera, da zone sotto controllo politico militare a zone sotto il controllo politico sociale.

Ojalá así sea.

1.     (1) Per saperne di più consultare l’articolo https://www.labottegadelbarbieri.org/elezioni-in-ecuador-e-el-salvador/

2.     (2) Secondo alcuni tecnici, San Francisco Echeverría sarebbe in realtà metà sotto il municipio di Tejutepeque, metà sotto quello di Cinquera, essendo la strada principale la divisione tra le due parti. Storicamente SFE ha sempre votato con Tejuetepeque, ma i legami con Cinquera sono molto forti, dato che alcuni dei giovani lavorano ormai da anni proprio a Cinquera nel campo sociale.

           

 

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Campagna a favore del sindacato SSINT

 

APPELLO URGENTE dal SINDACATO SSINT El Salvador

Per difendere chi difende i diritti 

Un poco di storia

Il SSINT, Sindicato Salvadoreño de Industrias Textiles y Similares, nasce il 16 maggio 2015 per difendere i diritti dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici di tre maquilas della zona franca di San Marcos, alla periferia di San Salvador, la capitale salvadoregna.

Con la Ley de Zonas Francas Industriales y de Comercialización, approvata durante il governo di destra di Calderón Sol nel 1998, in El Salvador, le industrie che si insediano in queste zone godono di privilegi fiscali, in cambio di offerta di mano d’opera a basso costo. Sono principalmente le maquilas che lavorano nel campo tessile per grandi firme: tra il 2015 e il 2019, in El Salvador, nelle 17 zone franche, vi erano impiegate annualmente circa 63 mila persone, in prevalenza donne.

Con pochissimi diritti.

Nell’impresa FYD S.A. De C,V ci sono 165 iscritti al sindacato SSINT, su un totale di quasi 900 lavoratori; è la fabbrica dove la presenza sindacale è più massiccia, nella Apparel Group, ad esempio, gli affigliati sono soltanto 18  su 1200.

Rosa Evangelina Granados Merino, 50 anni, tre persone in famiglia da mantenere, studio fino all’ottavo grado (corrispondente alla nostra terza media), impiegata nella FYD, dal 2009 si è impegnata nella lotta sindacale ed attualmente ricopre l’incarico della Segretaria Generale del SSINT.

Come sindacato hanno sempre cercato di difendere i diritti dei lavoratori, attivare corsi di formazione soprattutto con l’appoggio di organizzazioni femministe come ORMUSA,  e garantire un appoggio per risolvere i problemi che vivono le donne nell’ambito lavorativo e personale.

Inoltre, hanno dovuto contrastare la nascita di sindacati affini alla padronale, la pratica di offrire bonus per le operaie che rinunciano alla tessera sindacale, la richiesta di non essere iscritti al sindacato per ottenere indennità o miglioramenti salariali. Soprattutto alle donne viene negato il permesso di accudire i propri figli in caso di malattia, oltre ad essere spesso oggetto di violenza verbale e psicologica.

Con la pandemia, la situazione economica è peggiorata,  da quando il Presidente Bukele ha ufficialmente chiuso le maquilas per motivi di sicurezza: le impiegate non hanno più ricevuto il salario che le spettava di diritto per la seconda quindicina di marzo in cui hanno comunque ancora lavorato,  mentre, contemporaneamente, si acutizza il problema della violenza in famiglia e ci si trova di fronte ad una marcia indietro nei servizi finora forniti dalle istituzioni nel campo sanitario e assistenziale.

Il 24 agosto alcune maquilas hanno riaperto, ma senza nessuna garanzia per ciò che concerne il distanziamento sociale; contemporaneamente, l’impresa garantisce soltanto le mascherine e un disinfettante dall’odore  terribile, le eventuali lenti protettive devono essere acquistate individualmente dalla stessa impresa.

Il caso.

In seguito ad una conferenza stampa, indetta il 13 novembre 2019 dal SSINT per denunciare i ricatti e il mobbing da parte dell’impresa FYD, gli impresari hanno una denuncia ufficiale, con l’obiettivo di indebolire e, se possibile, disarticolare definitivamente il sindacato.

Un sindacato che in questi anni ha ottenuto stabilità lavorativa, tre giorni di permessi per salute  non coperti dall’assistenza sanitaria ufficiale, garanzia dello stipendio al 100% nel caso di visite mediche, ottenimento di permessi per occuparsi di figli minorenni o anziani a proprio carico.

Il sindacato ha dunque bisogno di un avvocato, che non può permettersi di pagare, dovendo anche cercare di ottenere dei fondi per garantire una minima canasta basica per le operaie in difficoltà.

Siamo riusciti, grazie anche all’appoggio di  alcune compagne di Ni una Menos El Salvador e di altri sindacalisti, ad ottenere che un avvocato accetti di difendere il sindacato, ricevendo poi successivamente un compenso.

Ciò avverrà l’11 gennaio.

Intanto, proprio il 5 gennaio, una dirigente è stata ufficialmente licenziata dalla padronale, riuscendo ad evitare altri licenziamenti indiscriminati.

La necessità urgente.

Lanciamo quindi questa campagna di solidarietà per cercare di raccogliere nel più breve tempo possibile almeno 500 euro, per garantire l’assistenza di un avvocato nel processo contro il sindacato SSINT.

Se raccogliamo di più, pensiamo di contribuire alla raccolta per la canasta basica, dal valore unitario di 15 dollari.

Come contribuire:

Si può contribuire ricaricando la Postepay n. 5333 1711 1634 8042

O con un bonifico bancario sul conto  IBAN IT51Z36 0810513824 6746 8468 43

Entrambi intestati a Maria Teresa Messidoro

Specificando nella causale nome cognome, “difendere il SSINT”.

E se possibile inviando una mail di conferma dell’avvenuto versamento a terri.messi@tiscali per ricevere successivamente le informazioni sull’evolversi della situazione.

Grazie per il vostro contributo, indispensabile per poter sostenere una lotta fondamentale per i diritti delle donne e delle lavoratrici-lavoratori dall’altra parte del mondo.

Associazione Lisangà culture in movimento, Torino, Italia

Serafina Rodriguez, Ni una Menos, El Salvador

 

Bussoleno, 8 gennaio 2021

 

 

 

 

 

 

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Raccolta firma per le operaie della fabbrica Florenzi

Delle operaie della fabbrica Florenzi e della loro lotta abbiamo parlato in questo articolo, e ci ritorniamo ora, purtroppo, non per raccontarvi di un felice epilogo, ma di una violazione di diritti che continua e di voci che restano inascoltate da chi dovrebbe garantire la dignità di lavoratrici e lavoratori. 

Le circa 100 operaie che da giugno occupano la fabbrica, sono infatti sotto minaccia di sgombero.

Vi invitiamo alla solidarietà con le operaie della Florenzi chiedendovi di firmare la seguente petizione. Grazie.

Raccolta firme in solidarietà con le operaie della fabbrica Florenzi a Soyapango, El Salvador

Denunciamo lo sgombero delle operaie della Florenzi che hanno occupato la fabbrica, trasformandola in uno spazio femminista.
Lo sgombero vuole mettere fine alla loro azione di sciopero e richiesta di risarcimento.
Denunciamo anche la mancanza di attenzione delle istituzioni competenti di garantire i diritti violati delle compagne licenziate.
Continueremo a solidarizzare con le compagne operaie, da qualunque parte del mondo, perché come ha scritto Sara Ongaro, una delle firmatarie:
"sosteniamo i loro diritti, sosteniamo la loro creatività e resistenza, sosteniamo la rivoluzione che stanno costruendo, ognuna di loro nella propria testa, cuore e vita: sono queste rivoluzioni quelle che danno loro la forza di continuare a vivere, a testa alta e connesse con tutto il mondo e con le altre donne e uomini che lottano".

Chiunque sia interessato, può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e riceverà i contatti per firmare la petizione.

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25 novembre: Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

"L’emergenza generata dall’epidemia di coronavirus ha accresciuto il rischio di violenza sulle donne, poiché molto spesso la violenza avviene dentro la famiglia. Le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale introdotte al fine di contenere il contagio si sono rivelate, inoltre, un elemento che ostacola l’accoglienza delle vittime." https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/speciale-covid-19

L'impietoso spaccato emerso dall'analisi Istat per l'Italia, è purtroppo ancor più drammatico in America Latina, dove la violenza di genere registra dati agghiaccianti.

In occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, Lisangà, da sempre schierata a fianco di chi combatte questa lotta, dà diffusione di una iniziativa condotta dall'associazione salvadoregna Leer para soñar, che ha prodotto un bellissimo documento sulla violenza machista dal titolo "El poder en la voz de las niñas", realizzato da un gruppo di bambine tra gli 11 e i 14 anni, per rivendicare i propri diritti attraverso disegni e frasi. Tutte le informazioni qui.

  

Inoltre, invitiamo tutti a prendere visione del cortometraggio "Angelina", realizzato dal Kolectivo San Jacinto in collaborazione con il collettivo femminista Actoras de Cambio ed Equipo Maíz, con l'obiettivo di sensibilizzare sul tema delle molestie, su come le case a volte non siano luoghi sicuri per i bambini e soprattutto per le bambine, su come possiamo unirci e creare reti di sostegno tra le donne e il resto della comunità. Guarda il cortometraggio qui.

 

 

 

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