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dona il 5 x mille a lisangà

Sono molti di più, ma ti diamo almeno 5 buoni motivi per donare il 5 x mille a Lisangà a sostegno della comunità di San Francisco Echeverría:

•Per COSTRUIRE un percorso educativo inclusivo per i bambini diversamente abili

•Per SOVVENZIONARE la vita della palestra popolare

•Per POTENZIARE la biblioteca come spazio educativo e di aggregazione

•Per PROMUOVERE esperienze giovanili, come quella degli apicoltori

•Per SOSTENERE le donne nei loro percorsi di emancipazione

Ricorda che il 5 per mille non è una tassa aggiuntiva, ma è semplicemente un’opportunità offerta dallo Stato per destinare una piccola parte delle imposte pagate al sostegno di associazioni di volontariato e non lucrative di utilità sociale e di altre realtà similari.

È un gesto concreto che ognuno di noi può fare per aiutare nella realizzazione dei progetti di solidarietà dell’associazione, basta indicare il codice fiscale 95584040018 sulla dichiarazione dei redditi.

Sostienici anche tu! Grazie.

Scarica il volantino  qui

 

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CROWDFUNDING A SOSTEGNO DELLE LAVORATRICI DELLE MAQUILAS

In qualità di referente in Italia della Red Obreras Campesinas Feministas, associazione non-profit di operaie e contadine femministea cui aderiscono alcune ex operaie della fabbrica Florenzi, Ni una Menos El Salvador, NUMES, il sindacato SSINT, Sindicato Salvadoreño de Industrias Textiles y Similares, la Organización de Mujeres Salvadoreñas por la Paz, ORMUSA, e Lisangà culture in movimento Odv, lanciamo la campagna di crowdfunding AIUTA!APOYA!SUPPORT MAQUILA WOMEN IN EL SALVADOR.

Il denaro raccolto servirà a garantire a 200 operaie salvadoregne delle maquilas una borsa della spesa minima, ciascuna corrispondente al valore di 15 euro, e contenente viveri di prima necessità e alcuni prodotti per l’igiene, tanto più indispensabili al tempo della pandemia.

Per saperne di più sulla RED e sulle condizioni delle lavoratrici delle maquilas ti invitiamo a leggere il testo della campagna e se hai ancora curiosità, contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Ogni contributo è prezioso... grazie!

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Vigilia delle lezioni in El salvador

El Salvador si prepara alle elezioni di domani e lo fa con uno stuolo di più di 3000 osservatori nazionali ed internazionali. Una supervisione ancor più necessaria date le operazioni illegali di chiusura campagna compiute negli ultimi giorni da alcuni candidati dei partiti Gran Alianza por la Unidad Nacional (GANA) e del Partido Demócrata Cristiano (PDC), che hanno promesso ed elargito regalie ai propri elettori attraverso delle vere e proprie lotterie.

Per approfondire leggi l’articolo della rivista Nodal. 

La rivista femminista La Brújula ha invece intervistato le donne candidate alla carica di deputato, cercando di mettere in evidenza se e come intenderebbero conciliare la loro personale lotta femminista con le linee di partito. Puoi leggerne alcune qui.  

Interessante infine, riflettere sull’importanza di queste elezioni. Come esorta l’articolo della rivista dell’Associazione Equipo Maiz della foto sotto, questa domenica 28 febbraio è importante che la popolazione voti consapevolmente, che tenga conto delle proposte dei partiti politici che favoriscono le grandi maggioranze. Un'Assemblea legislativa con un potere equilibrato è necessaria per frenare le azioni antidemocratiche del governo ed esercitare il controllo sull'uso delle risorse statali.

 

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Elezioni parlamentari 2021 in el salvador

IL VENTO CONTRARIO 

Il 31 gennaio 2021 sarà ricordato come culmine e conseguenza dell'azione di governo portata avanti con una campagna permanente di odio e menzogne dal presidente Nayib Bukele: quel giorno tre uomini armati, guardie del corpo del ministro della salute, hanno ucciso due persone militanti del FMLN e ne hanno ferite tre, mentre stavano rincasando su un veicolo scoperto, dopo aver partecipato a una riunione del partito.

Questo omicidio è avvenuto quasi un anno dopo l'assalto al parlamento da parte del presidente Bukele, con l'appoggio logistico della polizia nazionale civile (creata con gli Accordi di Pace del 1992) e dell'esercito nazionale.

La manipolazione e l'autoritarismo del presidente Bukele sono stati evidenti durante il 2020, soprattutto nella gestione della pandemia di covid-19. Per esempio, ha creato un'emergenza epidemiologica per ottenere, in qualsiasi modo, l'autorizzazione del parlamento ad accendere prestiti nazionali o internazionali; ricordiamo poi gli attacchi all'opposizione politica con campagne mediatiche basate su insulti e denigrazione (“restituite il maltolto, partiti corrotti e gli stessi di sempre”) per sottoporre le sue decisioni agli organi dello Stato. Ne sono esempi significativi la richiesta di oltre 3.000 milioni di dollari in prestiti per fini non chiari (1), la costruzione di un nuovo ospedale con l'idea di “curare un presunto contagio di massa di malati di covid”, l'acquisto di tonnellate di alimenti da aziende messicane per donare pacchetti alimentari alla popolazione. Sebbene abbia ottenuto l'indebitamento, si rifiuta di presentare il rendiconto delle spese sostenute dai suoi ministri, ignora le richieste della Procura della Repubblica e disobbedisce alle istruzioni della Corte dei Conti, che ha il mandato costituzionale di controllare l'uso delle risorse pubbliche. Bukele ha cioè bisogno di uno stato d'eccezione (e non di diritto) per gestire a suo piacimento i soldi del bilancio.

Fino al 20 gennaio 2021 Bukele contava sull'appoggio, o meglio sulla complicità del presidente Trump, che lo definiva un gran presidente e gli offriva “uno speciale, sebbene apparente, appoggio incondizionato ”(2), e per questa ragione non menzionava mai la violazione della costituzione salvadoregna da parte di Bukele, che ha però ricevuto avvertimenti da parlamentari statunitensi di entrambi i partiti, repubblicano e democratico, in merito a tali violazioni e agli attacchi ad altri organi dello Stato salvadoregno, così come a giornalisti indipendenti che indagano sugli atti di corruzione del governo.

Sembra che non soffi più quel vento favorevole che negli anni 2019 e 2020 spirava dal governo statunitense verso Bukele. Il trionfo del candidato del partito democratico, Joe Biden, che ha dovuto subire l'assalto antidemocratico con la vergognosa presa di Capitol Hill, istigata da Trump per evitare che venisse dichiarata la vittoria elettorale di Biden, riduce lo spazio a disposizione di Bukele per continuare a distruggere l'opposizione politica, specialmente i partiti FMLN, ARENA y PDC. In campo internazionale, comincia ad avere il vento contrario.

Gli omicidi per motivi politici erano scomparsi da El Salvador con la firma degli Accordi di Pace. La narrazione di Bukele però, che scredita la guerra civile e gli Accordi di Pace come farse, crea le condizioni per la realizzazione di atti violenti contro gli oppositori politici; gli assassini del 31 gennaio scorso, dipendenti governativi, non avrebbero sicuramente agito in un contesto di rispetto mutuo, ma questa volta abbiamo assistito addirittura alla loro difesa da parte della polizia nazionale civile, che ha manipolato dei video per far credere alla popolazione che avessero sparato per difendersi. E i sostenitori di Bukele celebrano gli assassini come eroi.

Questo delitto suscita indignazione e condanna, a livello nazionale e internazionale. Supponiamo che l'immagine di Bukele potrebbe indebolirsi nella classe media e in altri settori sociali del paese. L'opposizione ha presentato alla Procura della Repubblica una richiesta di incriminazione contro il presidente Bukele per l'assalto al parlamento, definito colpo di stato; e un deputato ha chiesto al parlamento di dichiarare l'incapacità mentale del presidente, che merita la destituzione. Eppure, secondo i sondaggi, la popolarità di Bukele rimane stabile, perché il suo partito e i suoi alleati godono ancora di un alto livello di gradimento. Vedremo cosa ci mostreranno le urne il 28 febbraio... Il dado è tratto.

V. Carballo

Traduzione di Elisa Campaci

 

NOTE:

1Tra le spese sospette ricordiamo la creazione di un giornale di tiratura nazionale chiamato “EL SALVADOR”; inoltre su tutto il territorio nazionale ci sono manifesti pubblicitari dei candidati sindaci e deputati del suo partito Nuevas Ideas.

2Ricordiamo che Donald Trump ha obbligato i tre paesi del nord del Centroamerica (Guatemala, El Salvador e Honduras) a firmare un umiliante accordo come paesi terzi per ospitare migranti di altri paesi che richiedono asilo negli USA. Questo patto è stato abolito da Joe Biden non appena si fosse insediato alla presidenza degli USA.

 

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Verso le elezioni in El Salvador

Verso le elezioni in El Salvador: piccole storie di candidati

Tejutepeque è una delle città salvadoregne che conserva nel proprio nome una radice nahuat: significa Cerro de las brasas (la Collina delle braci). Si trova nella provincia di Cabañas, nella zona centro settentrionale di El Salvador. È suddivisa in 6 cantones (frazioni), di cui una è San Francisco Echeverría. Ha circa 7000 abitanti.

Romualdo Roberto Valle Aurego ha 39 anni e vive a Tejutepeque.

Da quando aveva 18 anni si è sempre impegnato nel sociale, come assistente sociale, educatore o coordinatore di progetti.

Ha accumulato un’esperienza di 6 anni nell’amministrazione comunale di Tejutepeque, studiando leggi e codici, imparando a gestire la parte amministrativa.

Ora è candidato sindaco a Tejuetepeque per l’FMLN (il partito nato dalla organizzazione guerrigliera omonima, dopo gli Accordi di Pace del 1992, al termine di una guerra civile durata 12 anni).

Roberto sa che a livello nazionale l’FMLN sta vivendo un momento difficile, la tornata elettorale prevista a fine febbraio e che porterà ad una nuova Asamblea Legislativa, insieme alle elezioni amministrative locali, potrebbero sancire una sonora sconfitta per il partito di sinistra.

Secondo un’indagine del Centro de Estudios (CEC) della Universidad Francisco Gavidia (UFG), Nuevas Ideas (il partito dell’attuale presidente Bukele) potrebbe ottenere addirittura il 65% dei voti, consolidandosi come primo partito; un 7% voterebbe ARENA (il tradizionale partito rappresentativo della destra del paese), il 3% GANA (il partito con cui si era presentato Bukele nelle scorse elezioni presidenziali e che in questo caso potrebbe essere l’ago della bilancia), e solo il 2,2% al FMLN.

Nelle elezioni per i sindaci, un 60% della popolazione voterebbe candidati di Nuevas Ideas, il 12% di ARENA, mentre il 5,3% voterebbe per il FMLN e altrettanti per GANA.

Si noti che se la pandemia si mantenesse ai livelli attuali, un 73% della popolazione salvadoregna andrebbe comunque a votare, mentre il 20% ad oggi sceglierebbe di non partecipare. (1)

Roberto sa cosa vuole: portare la sua amministrazione nella direzione dello sviluppo economico e sociale, cercando fondi della cooperazione e portando avanti un rinnovamento del comune, facendolo uscire dall’immobilismo.

Punta sulla imprenditoria giovanile, su un ruolo più centrale delle donne, su una maggiore attenzione al problema della salute, su incentivi per lo sport, la cultura, in particolare la musica, una sua passione da sempre.

Ha il progetto di realizzare un mercato comunale, potenziare l’agricoltura con sussidi, promuovere la diversificazione delle coltivazioni e diffondere il biologico, proteggendo l’economia locale e favorendo l’apertura di nuovi canali commerciali.

C’è spazio anche per il turismo, cercando di inserirsi nelle Rutas turisticas già esistenti, creando un sentiero ecologico con belvederi, migliorando il parco comunale, ristrutturando la facciata della Chiesa, creando nuove fermate per gli autobus che collegano Tejutepeque alla capitale ed alle cittadine limitrofe. Vorrebbe inoltre rivalorizzare i luoghi turistici simbolo della città, come il Cerro Azacualpa, il balneario Los Zopes e la poza El Caracol. Senza dimenticare che tradizionalmente, nel 1800, Tejutepeque veniva soprannominata la Circasia Salvadoreña per la bellezza delle sue donne che partecipavano alle sfilate della zona.

Nel campo socio sanitario, si pone l’obiettivo di garantire a tutte le famiglie, soprattutto a quelle che vivono nelle frazioni più isolate, energia elettrica ed acqua potabile; vuole incrementare il personale impegnato in attività con bambini ed adolescenti. C’è anche un’attenzione al mondo animale, per ridimensionare il numero di cani randagi, se necessario attraverso un programma di sterilizzazione.

Roberto Valle è ottimista: il candidato di ARENA non è la persona che ha dominato la scena amministrativa a Tejutepeque negli ultimi anni – tolta una breve parentesi a guida FMLN nel periodo 2015/2018 – ed i candidati di GANA e Nuevas Ideas dovrebbero sottrarre voti alla stessa area conservatrice di ARENA.

Come è ottimista Gilberto Reyando Miranda, candidato di San Francisco Echeverría nella lista di Roberto: è socio di Lisangà, uno dei nostri referenti in loco per lo sviluppo di progetti nel campo socio educativo.

Jaime Hernández Lovo, originario di San Antonio, piccola frazione di Cinquera, quarantenne, è invece il candidato sindaco per l’FMLN a Cinquera, cittadina limitrofa di Tejutepeque. (2)

Cinquera ha soltanto 1800 abitanti, ma è stata un punto nevralgico durante la guerra: era conosciuta come Radiola, luogo simbolo della resistenza guerrigliera nella zona; per questo fu rasa al suolo ed ancora oggi sono visibili i segni lasciati dai bombardamenti massici dell’esercito.

Jaime è nato proprio nel 1980, quando scoppiò la guerra; la sua famiglia, come molte altre, fu costretta a fuggire, rifugiandosi prima a Soyapango, poi a La Libertad, per rientrare soltanto nel 1991, con le prime ripopolazioni e ricostruzioni delle città abbandonate e distrutte.

Jaime, fin da ragazzo, si è impegnato in gruppi ecologici, comunità di base, nella Brigada Revolucionaria de Cinquera e nel 2017 è stato presidente del comitato locale del turismo.

Una vita dedicata alla comunità, con spirito di servizio; per questo non ha esitato quando l’FMLN ha deciso di aprire all’esterno della struttura rigida di partito la possibilità di candidarsi come sindaco: Jaime ha vinto le primarie ed ora si presenta come candidato del partito.

Anche lui si propone di rafforzare il tessuto sociale e riproduttivo di Cinquera: i suoi obiettivi sono riattivare l’agricoltura, creare cooperative, stimolare la commercializzazione dei prodotti, dare impulso a gruppi di giovani e donne, difendere i diritti dei soggetti diversamente abili e degli anziani, le categorie più vulnerabili, ancora di più al tempo della pandemia.

Jaime è ottimista, Cinquera è sempre stato amministrato tradizionalmente dal FMLN, che ha perso soltanto 2 volte, tra il 2009 ed il 2015. Ora spera che gli abitanti votino con saggezza, sapendo riconoscere chi considera ancora la politica come un servizio e chi, invece, come l’attuale Presidente Bukele, incita all’odio, è poco trasparente ed utilizza in modo esagerato i social per imbonire la popolazione.

Come recita uno slogan: Tejutepeque e Cinquera, da zone sotto controllo politico militare a zone sotto il controllo politico sociale.

Ojalá así sea.

1.     (1) Per saperne di più consultare l’articolo https://www.labottegadelbarbieri.org/elezioni-in-ecuador-e-el-salvador/

2.     (2) Secondo alcuni tecnici, San Francisco Echeverría sarebbe in realtà metà sotto il municipio di Tejutepeque, metà sotto quello di Cinquera, essendo la strada principale la divisione tra le due parti. Storicamente SFE ha sempre votato con Tejuetepeque, ma i legami con Cinquera sono molto forti, dato che alcuni dei giovani lavorano ormai da anni proprio a Cinquera nel campo sociale.

           

 

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