Hasta el último juego

La pubblicazione in allegato è la narrazione dell'esperienza della delegazione Lisangà che lo scorso luglio 2017 ha viaggiato a El Salvador e in Chiapas per lavorare su due progetti di solidarietà internazionale: il primo, a San Francisco Echeverría, dal titolo Hasta el último juego che aveva come obiettivo il riallestimento dello spazio destinato al CBI, Centro de Bienestar Infantil (asilo nido); il secondo, in Chiapas, all'interno del progetto Sembrando culturas, con lo scopo di creare rapporti politici, culturali e di solidarietà tra San Francisco Echeverría e alcune realtà in lotta del Chiapas, zapatiste e non. Un racconto insomma, scritto dai protagonisti, che restituisce tutto el compromiso, l'"impegno", che la costruzione, di realtà, di relazioni, di idee che siano, comporta.

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Progetto Sembrando cultura

Presentato da Lisangà nel 2016, approvato nel settembre 2017

in corso

 

1.             OBIETTIVO

 

Il ministro dell’Istruzione salvadoregno, Carlos Mauricio Canjura, in una recente intervista, ha affermato che “L’educazione è la miglior forma di prevenzione a disposizione della società e che il compito principale di tutti è di sviluppare capacità come cittadini, per comprendere il proprio ruolo, l’impegno che si deve assumere con la propria comunità, con il proprio Paese, perché tutti insieme si possa recuperare e costruire la pace.” Proprio questo è lo scopo del Progetto “Sembrando Cultura”: favorire nella Comunità di San Francisco Echeverría, regione di Cabañas, El Salvador, la realizzazione di iniziative di formazione, rivolte particolarmente ai giovani e alle donne della stessa Comunità e del municipio di appartenenza, Tejutepeque, sostenendo percorsi concreti nel campo educativo e lavorativo, per prevenire soprattutto l’eventuale diffusione di bande giovanili nella Comunità ed offrire strumenti di auto sviluppo. Si cercherà inoltre di mettere in contatto la realtà salvadoregna con l’importante esperienza delle comunità indigene in Chiapas e si introdurrà il principio del microcredito, fondamentale per un progetto collettivo di autosviluppo.

 

2.             DESCRIZIONE

Il contesto locale del progetto “Sembrando cultura” è la situazione attuale della comunità rurale di San Francisco Echeverría (SFE),regione di Cabañas, El Salvador; l’Associazione Lisangà, raccogliendo l’eredità della Cooperativa Il Ponte di Giaveno nella solidarietà con SFE, iniziata nel 1997, ha sostenuto dal 2005 l’autosviluppo di questa  Comunità in ambiti diversi.

Nel campo educativo sono stati pagati gli studi universitari dei maestri popolari, assunti successivamente dal Ministero di Educazione di El Salvador; su indicazione della Giunta Direttiva di SFE. si è realizzata la Biblioteca, ristrutturando una vecchia casa coloniale, abbandonata durante la guerra, gestita dal 1997 da Carolina Cartagena, giovane della Comunità, a cui l’Associazione Lisangà garantisce uno stipendio mensile.( il 50% delle famiglie di San Francisco utilizza la biblioteca, per svolgere i compiti, consultare libri, usufruire di internet o per partecipare alle riunioni che lì si tengono. Dall’inchiesta sociologica  “Construyendo el futuro en San Francisco Echeverría”, stampata grazie al finanziamento del progetto BuenVivir dell’Associazione Lisangà da parte della Tavola Valdese 2015-2016)

Nel campo sanitario, grazie anche ai progetti finanziati dalla Tavola Valdese negli anni scorsi, si è costruito il Centro di Salute, attualmente funzionante e  si è finanziata una borsa di studio ad una ragazza per gli studi universitari nel campo medico.

Nell’area sociale, l’Associazione Lisangà ha finanziato per alcuni giovani della Comunità stage in Italia,  organizzando anche in loco laboratori in campo fotografico, agricolo ed informatico a cura di esperti facenti parte dell’Associazione.

I giovani tra i 20 e i 29 anni sono la fascia maggioritaria  della popolazione in S.F.E.. Inoltre, il contesto nazionale di El Salvador ci dice che una delle grandi scommesse attuali è il superamento della violenza, da imputare alle azioni delle bande giovanili che imperversano per l’intero paese, considerato uno dei più violenti al mondo, con un tasso di 104 assassinati ogni 100.000 abitanti. Ma l’insicurezza non è il problema, bensì il sintomo più visibile ed eclatante del malessere sociale profondo mai risolto nel paese centroamericano. Di fronte a questa situazione è chiaro che soltanto una efficace azione di inserimento dei giovani nel contesto sociale educativo e lavorativo, può rappresentare un’alternativa, prevenendo  e costruendo un futuro diverso.

Ampliando ancora il panorama, facendo riferimento al contesto latinoamericano, possiamo affermare che l’esperienza delle comunità indigene in Chiapas  offre insegnamenti importanti a tutti coloro che in America Latina vogliono oggi costruire un futuro diverso.  Ma questa nuova esperienza politica non può essere appresa soltanto dalla teoria:  la pratica dell’educazione comunitaria e la costruzione di basi materiali dell’autonomia anche economica, la centralità del ruolo delle donne e l’importanza del recupero di azioni antiche ( es.  medicina naturale ), tutto questo è un “sapere per vivere”,  che si può nutrire, moltiplicare e lasciare agire, come afferma Kusch, in “El pensamiento indigeno y popular en America Latina”. Una proposta di vita che tende a moltiplicarsi come in un semenzaio.

 

Le finalità del progetto.

Raccogliendo le indicazioni della nuova Giunta Direttiva di SFE, a completamento del lungo percorso di sostegno da parte dell’Associazione Lisangà alla comunità, il progetto “Sembrando cultura” si propone innanzitutto di sostenere concretamente precorsi lavorativi sempre nell’ottica dello sviluppo comunitario. In questo percorso si vuole sperimentare il coinvolgimento di giovani del Comune di Tejutepeque, in cui si colloca come frazione SFE, per ampliare il bacino di utenza di progetti sociali.

Si introduce inoltre l’esperienza del microcredito nella Comunità, per una maggiore responsabilizzazione dei giovani coinvolti, cercando in prospettiva di giungere ad una completa autonomia anche nella presentazione di progetti.

Obiettivo non secondario è quello di valorizzare il ruolo delle donne in SFE, nel recupero di conoscenze e pratiche, successivamente a disposizione di tutti.

Il progetto si propone anche di facilitare la conoscenza di esperienze latinoamericane, con cui mettere in rete sinergie e prospettive di cambiamento in tutto il continente, in un’ottica non più eurocentrica. Senza ovviamente trascurare il legame tra SFE e Lisangà, legame che uscirà rafforzato da questo nuovo progetto.

 

Le strategie di intervento

Innanzitutto la valorizzazione della biblioteca come luogo di studio, di incontro e di coscientizzazione per bambini, giovani ed adulti; tenuto conto dell’impegno profuso dalla bibliotecaria, che vi dedica 40 ore settimanali ( alla quale riteniamo sia necessario restituire una retribuzione più adeguata) proporremo alla Giunta Direttiva di scegliere un secondo giovane che la affianchi  nella gestione della biblioteca, individuandone competenze e ambiti di lavoro. Una borsa lavoro per un anno ed un corso informatico di base rappresentano una concreta possibilità di impegno sociale, gratificante e renumerativo.   

Negli stessi locali della biblioteca saranno inoltre raccolti e catalogati anche tutti i documenti che la Giunta Direttiva ha prodotto in questi ultimi 25 anni ( dalla fine dal conflitto ad oggi) con la predisposizione di scaffalature adeguate ed un sistema multimediale di comunicazione. Il giovane che usufruirà della borsa lavoro sarà la persona incaricata anche di questa attività.

In secondo luogo, a partire dai Comites de Mujeres già esistenti  e sollecitando il collegamento con istituzionali salvadoregne come Fundación Promodora de  Cooperativas, Funprocoop, (attiva da anni nel campo della formazione  di cooperative ed associazioni contadine, con particolare attenzione all’equità di genere e ad un nuovo protagonismo indigeno) vorremmo favorire il recupero di alcune conoscenze autoctone  ad esempio nel campo della medicina naturale, per non disperderle e renderle efficaci ancora oggi.

Concretamente, vorremmo proporre ad un gruppo di giovani donne già interessate all’argomento, un percorso di formazione nell’ambito della medicina naturale, finanziato da una borsa di studio breve a partire dal testo, edito recentemente da Funprocoop, “Las plantas salvadoreñas y sus usos tradicionales”.

Continueremo  inoltre nel sostegno alla formazione universitaria in campo sanitario ( infermieristica) della giovane donna già accompagnata nei 2 anni precedenti, in modo che termini gli studi rientrando nell’equipe sanitaria ( medicina ufficiale e tradizionale) che potrà operare nella Casa di Salute, precedentemente costruita.

Collegato strettamente all’esperienza delle piante medicinali  e dando seguito al percorso di formazione  in agricoltura quella biologica, inserito nel precedente Progetto Buen Vivir, ci sembra necessario dare  impulso a tale settore  invitando il referente della Giunta Direttiva di San Francisco per il mondo giovanile, a compiere in Italia un’esperienza di apprendistato di tre mesi come woofer.  Il WWoof è un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali locali, promuovendo esperienze lavorative ed educative basate sullo scambio di fiducia, senza scopo di lucro, per la creazione di una comunità globale sostenibile. Il luogo fisico dell’apprendistato sarà l’Azienda Agricola Il Frutasè (Cumiana di Torino) di Bruno Zaro,  l’esperto che ha visitato l’anno scorso la Comunità di San Francisco.

Relativamente ai giovani tra i 20 ed i 29 anni invece si è scelto di appoggiare il progetto già in via di attuazione autonoma, relativo all’apicoltura come  forma percorribile di sviluppo economico per giovani imprenditori e di recupero di antiche attività autoctone.  Sono infatti 18 giovani di San Francisco che, con altri 11 ragazzi del municipio di Tejutepeque, hanno partecipato ad un corso di formazione professionale per diventare apicultori, gestito dall’Associazione Plan internacional por la niñez; al termine del corso, tutti i partecipanti hanno ricevuto un capitale “semilla” di 5 alveari. Per poter continuare, i ragazzi hanno bisogno di un finanziamento per l’acquisto di nuovi alveari, per l’equipaggiamento ed il mantenimento.

In questo progetto, si pensa di introdurre l’importante elemento del microcredito attraverso una borsa di studio che permetta il finanziamento di un corso di formazione in questo campo.

L’ipotesi è che i ragazzi, al termine del primo anno di lavoro, dopo aver ricevuto il credito, siano in grado di  restituire il 15% alla Giunta di SFE, che deciderà in quali progetti sociali investirli.

Infine il progetto “Sembrando cultura” prevede la sperimentazione attiva di modalità di gestione diretta di comunità indigene differenti, in particolare si è individuata la realtà del Chiapas come una tra le più fruibili e vicine all’esperienza di SFE sia per storia che per modi di vita.

Prevediamo dunque un  viaggio in Chiapas di due rappresentanti  del gruppo giovanile di SFE al fine di seguire un percorso di formazione sulle comunità indigene messicane.  I due giovani saranno messi in contatto con FRAYBA, Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas, presso cui saranno accreditati e con cui potranno far parte delle Brigate Bryco; in tre mesi potranno usufruire di quattro uscite da due settimane ciascuna, in quattro comunità indigene differenti; sia nel percorso di formazione che a San Cristobal de Las Casas, saranno presenti  esponenti dell’Associazione Lisangà, per garantire il coordinamento delle attività previste.

Il percorso di avvicinamento alla realtà messicana sarà uno dei laboratori formativi previsti per il gruppo giovanile di recente costituzione. Oltre alla fornitura di materiale cartaceo per l’approfondimento dei temi affrontati e il rimborso degli esperti, sarà proposto un gettone di presenza per tutti i partecipanti.

Seminare cultura è una sfida, non una utopia, per costruire insieme un futuro diverso, a SFE come in Italia.

3.             DURATA 

Un anno

 

4.             BENEFICIARI

 

 

I beneficiari saranno gli abitanti di San Francisco Echeverría, circa 1200, in particolare i due bibliotecari, una ventina di membri del Comité de Jovenes (comitato  giovanile) , una trentina di donne riunite nel        Comité de Mujeres (Comitato donne), i 18 ragazzi del Progetto apicoltura, i 5 giovani che riceveranno la borsa di studio per gli studi post diploma.

El Salvador, un destino encantador (El Salvador, una meta che incanta)

Progetto presentato da Lisangà nel 2015, approvato a settembre 2016

In corso

 

1.             OBIETTIVO

 

Il primo obiettivo a lungo termine è di contribuire ad uno sviluppo eco sostenibile della Comunità di San Francisco Echeverría, nella regione di Cabañas, El Salvador,  gettando le basi per la realizzazione di un polo turistico in loco, un elemento dinamizzatore a partire dal quale si possono favorire esperienze orientate al rafforzamento della vita comunitaria.

Il secondo obiettivo è quello di conservare e valorizzare, accanto alle risorse naturali, le risorse storiche e culturali presenti nella comunità di San Francisco Echeverría e nel tessuto sociale circostante.

Infine, il terzo obiettivo è quello di offrire concrete possibilità di lavoro alla popolazione giovanile locale, come strumento di miglioramento delle stile di vita, oltre che di prevenzione della emarginazione e della criminalizzazione

Il turismo su cui si potrà far leva sarà un turismo locale ed internazionale, con particolare attenzione al mondo anglosassone e a quello italiano. In questa direzione, l’Associazione Lisangà ricoprirà un ruolo fondamentale, diventando il “promoter” privilegiato di un turismo responsabile dall’Italia con meta El Salvador.

 

 

2.             DESCRIZIONE

 

El Salvador, piccolo paese centro americano, a più di vent’anni dalla fine della guerra civile, non ha ancora trovato realmente pace, dilaniato dalla violenza imperante soprattutto nelle grandi città e per le forti disuguaglianze sociali non ancora superate. Accanto a misure economiche e di politica sociale, il governo di Salvador Sanchez Cerén, insediatosi a giugno del 2014, pone l’accento sulle possibilità di sviluppo turistico di El Salvador, inserendo tra gli obiettivi principali del Piano Quinquennale lo sviluppo di un turismo eco sostenibile nel paese. In effetti, il turismo in El Salvador è una attività in crescita: apporta più di un miliardo di dollari  al bilancio statale, generando quasi cinquantamila posti di lavoro ufficiali e trecentomila informali nel settore, su una popolazione di sei milioni di abitanti. Le  bellezze marine, gli ambienti montani unici, i parchi già esistenti e  quelli in corso di realizzazione, i laghi e i vulcani in quanto patrimonio salvadoregno da salvaguardare e ammirare, possono diventare gli elementi centrali di un turismo eco sostenibile, che affianchi gli aspetti naturalistici a un paese che, seppur piccolo, possiede una ricchezza storica immensa, da non trascurare e da far conoscere.

La Dichiarazione Finale dell’XI Foro di Integrazione e Sviluppo turistico in America Centrale riafferma la necessità di “sostenere tutte le misure che si adotteranno per proteggere la biodiversità e l’ecosistema con buone pratiche di turismo sostenibile.”  Ed inoltre si ricorda che “il turismo comunitario è un’alternativa che contribuisce alla preservazione della biodiversità e del patrimonio culturale, oltre ad essere uno stile di vita che può generare opportunità concrete per ridurre la povertà”   (da “La appesta por un turismo sostenible propuestas para un cambio de politicas, Prisma, El Salvador 2010)

 

Contesto locale

San Francisco Echeverría è una piccola comunità rurale nella regione di Cabañas, 

in El Salvador. Secondo l’indagine sociologica appena conclusa (realizzata grazie al finanziamento della Tavola Valdese del nostro progetto Buen Vivir) su una  popolazione  di circa mille abitanti, quasi il 90% della popolazione vive in condizioni di povertà, la maggior parte sopravvive solo grazie all’ agricoltura: diventa quindi importante inventare nuove forme di reddito, per combattere soprattutto il sogno dell’emigrazione agli Stati Uniti, che coinvolge principalmente la popolazione giovanile. A San Francisco Echeverría 25 persone hanno già un titolo universitario, altrettante stanno studiando all’università, più di cento ragazzi frequentano la scuola superiore, spesso però senza concrete possibilità di lavoro. Diventa importante recuperare il tessuto comunitario, offrire nuove opportunità lavorative, anche per combattere il rischio del coinvolgimento dei giovani, soprattutto i più deboli, nelle bande che imperversano nella capitale e nelle città anche molto vicine a San Francisco Echeverría

 

Le finalità del progetto

Costruire un progetto turistico a San Francisco Echeverría non è quindi velleitario, anzi. Basandosi su proposte già esistenti a livello nazionale e regionale, sarà possibile raggiungere tale obiettivo  realisticamente in un paio d’anni,  utilizzando le risorse umane giovanili presenti nella Comunità di San Francisco Echeverría; inoltre alcuni obiettivi intermedi, come la realizzazione di una foresteria, richiederanno manodopera locale, con evidenti ricadute economiche e sociali positive sulla comunità stessa.

Infine, una delle finalità del progetto a breve e lungo termine è quella di approfondire la relazione esistente tra la Comunità di San Francisco Echeverría e l’Associazione Lisangà, riferimento privilegiato, anche se non unico, in Italia per le proposte di un turismo responsabile in El Salvador, e più specificatamente a San Francisco Echeverría e dintorni.

 

Le strategie di intervento saranno:

FORMAZIONE DI PERSONALE LOCALE mediante

attivazione di corsi di inglese e di italiano, rivolti alla popolazione giovanile più interessata e motivata alla partecipazione al progetto

formazione di due guide turistiche, seguendo i corsi attivati dal Ministero di Turismo di El Salvador

formazione personale per la gestione della foresteria

 

DOTAZIONE di mezzi di locomozione mediante l’acquisto di

un pick up per il trasporto attraverso le piste sterrate e per i lunghi percorsi

sei biciclette, tipo rampichino, per un trasporto ecologico a San Francisco Echeverría e nelle brevi distanze

 

REALIZZAZIONE DI STRUTTURE PERMANENTI: costruzione di una foresteria, la “Casa de huespedes”, per la realizzazione della quale è già stato individuato un luogo su terreno comunitario e sono state delineate le caratteristiche principali, con dotazioni minime in modo da risultare confortevole per gli ospiti ma perfettamente inserita nel tessuto urbano del villaggio. Inoltre, sarà individuato il gruppo di donne, preferibilmente giovani, per la responsabilità della gestione e la conduzione della struttura.

 

IDEAZIONE, ELABORAZIONE E STAMPA DI MATERIALE PUBBLICITARIO:

·         cartina turistica sia etnoculturale che geografica, attualmente non esistente

·         brochure promozionali

·         cartelloni plurilinguistici per la valorizzazione di luoghi legati alla memoria storica presenti a San Francisco come:

a) il murales dei caduti durante la guerra,

b) la Biblioteca in quanto primo rifugio dei “repoblados” dopo la fine della guerra,

c) il luogo del massacro di Carrasco,

d) il luogo del massacro di Cueva e La Tigra,

e) il luogo della prima occupazione di terre dopo la ripopolazione a Azacualpa

 

REALIZZAZIONE DEL SITO INTERNET DELLA COMUNITA’ DI SAN FRANCISCO ECHEVERRÍA, attualmente in fase di studio, progettazione e strutturazione

 

Modalità di intervento.

La Comunità di San Francisco Echeverría ha un’esperienza organizzativa molto forte, che mantenne durante il conflitto armato degli anni 80 e che esiste ancora oggi, in stretto collegamento con il Governo centrale e locale, specie su ambiti quale la cultura,, la salute, la gioventù ed il turismo. Attualmente è organizzata in una Associazione di Sviluppo Comunale (ADESCO), con una Giunta Direttiva, eletta dalla popolazione della comunità ogni due anni e che si occupa volontariamente delle necessità e della risoluzione dei problemi esistenti, per uno sviluppo realmente comunitario.

 

Dovrà essere la prossima Giunta di San Francisco Echeverría, che verrà eletta a fine di novembre del 2015, a gestire la selezione dei giovani sia per i corsi di lingue che per quello più specificatamente turistico; come già avvenuto in passato, saranno definiti i criteri della partecipazione, tra cui i risultati raggiunti nel precedente percorso scolastico e la partecipazione attiva alla vita comunitaria. Analogamente dovranno essere individuate le ragazze disponibili a gestire successivamente la Casa de huéspedes, la cui costruzione sarà coordinata dalla stessa Giunta Direttiva, individuando un responsabile locale dei lavori.

Il gruppo di giovani, che dal 2013 ha costituito una cooperativa per trovare soluzioni alternative concrete, avrà il compito di elaborare il materiale pubblicitario, incluso il sito internet, partendo dalle competenze e capacità già esistenti. Loro stessi si definiscono “giovani visionari”, in grado di costruire alternative per sopravvivere e vivere con dignità in una società complessa. Sarà un volontario dell’associazione Lisangà, esperto del settore informatico e grafico, a coordinare tale attività

Nella realizzazione del progetto ci si coordinerà con esperienze analoghe già esistenti nella provincia di Cabañas (dove si colloca San Francisco Echeverría), di Chalatenango e Cuscatlán, per poter successivamente associarsi a percorsi turistici “comunitari” già esistenti

Infine l’Associazione Lisangà monitorerà costantemente questo progetto, mantenendo relazioni costanti con la Giunta di San Francisco Echeverría e la Cooperativa Giovanile, organizzando un viaggio di verifica e confronto in itinere di ciò che si sta costruendo nella comunità.

 

 

3.             DURATA

Un anno circa.

 

4.             BENEFICIARI

I beneficiari del progetto saranno gli abitanti di San Francisco Echeverría in El Salvador, circa un migliaio, più specificatamente i giovani coinvolti direttamente nel progetto, cioè una trentina, oltre alle loro famiglie, che trarranno beneficio dal progetto stesso.

 

 

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