PROGETTO TEJIENDO MEMORIA

Presentato da Lisangà nel 2018, approvato a settembre 2019

in corso

Il progetto Tejiendo Memoria, proposto dall’Associazione Lisangà, ha ancora una volta come fulcro la comunità di San Francisco Echeverría (SFE), in El Salvador, questa volta però in collaborazione con un partner significativo ed importante come è il MUPI, Museo de la Palabra y de la Imagen, con sede a San Salvador, utilizzandone capacità e competenze nel campo della progettazione e della realizzazione di azioni nel campo del recupero della Memoria Storica nel paese. L’obiettivo è di creare le condizioni affinché un piccolo villaggio come SFE diventi sede di un Centro Interpretativo della Memoria, valorizzando ancora di più di quanto è stato fatto finora il luogo simbolo del massacro avvenuto nel 1984 durante la guerra civile e stimolando soprattutto nei giovani un atteggiamento critico e responsabile per costruire un futuro nuovo, dove non ci sia spazio per l’oblio bensì per una memoria sempre attualizzata.

Il contesto locale è la comunità rurale di San Francisco Echeverría (SFE), El Salvador. Il punto di partenza è ciò che successe a SFE nel 1984, precisamente tra il 19 ed il 20 luglio: nel pieno della guerra civile che insanguinò il paese dal 1980 al 1992, il Battaglione Atlácatl, addestrato dalla Escuela de Las Americas statunitense, compie una strage di civili a SFE. Il massacro si estende anche alle zone limitrofe. Circa settanta uomini, donne e bambini vengono passati per le armi ed i resti bruciati nelle latrine della scuola di allora, luogo divenuto poi un monumento simbolo. Chi è sopravvissuto decide che il luogo è ormai troppo pericoloso e lo abbandona. Ma nel 1991, quasi alla fine della guerra, alcune famiglie decidono di tornare a SFE, riappropriandosi delle terre abbandonate dai latifondisti, dandosi una organizzazione basata sull’autogestione. Viene eletta la prima Giunta Directiva dopo la repoblación, alcuni dei suoi membri sono ancora vivi oggi, per raccontarci quanto fosse faticosa e difficile la ricostruzione. SFE ritorna lentamente alla vita, con la sua esperienza comunitaria. Il ricordo di ciò che successe allora non è stato fortunatamente cancellato dalla memoria degli abitanti di SFE, che tutti gli anni, a luglio, commemorano sia il massacro che la repoblación. L’esperienza di SFE si ricollega alla situazione generale di El Salvador, dove il tema della Memoria Storica è ancora una ferita aperta: soltanto negli ultimi anni si è tentato di sconfiggere l’Olvido y perdón (dimenticare e perdonare) che ha caratterizzato l’immediato dopoguerra, quando una Legge di Amnistia ha reso impunite le violazioni dei diritti umani avvenute durante la guerra civile. 

 

LE FINALITÀ DEL PROGETTO

Le finalità a medio termine sono la costruzione di un Museo di Memoria Storica a SFE, mantenerlo vivo con attività ed iniziative locali e regionali e dare impulso al progetto di turismo già in itinere nella stessa comunità. A breve termine ci si pone gli obiettivi di formare persone di SFE per il recupero e la classificazione di materiale scritto, fotografico ed orale, per poi poterlo esporre in modo permanente, valorizzare i luoghi simbolo come il bagno della vecchia scuola, dove furono depositati i corpi delle vittime del massacro del 1984, rafforzare il lavoro dei comitati legati alla Memoria già esistenti, articolare nuove e dinamiche iniziative culturali inerenti al tema, creare un legame con comunità limitrofe nell’ambito della Memoria Storica, per inserirsi nel Piano Nazionale del Ministero di Cultura, come parte del Patrimonio Naturale e culturale del paese centroamericano da conservare e proteggere.

 

LE STRATEGIE DI INTERVENTO

La realizzazione del Museo di Memoria Storica a SFE è una finalità importante, ma perché non sia soltanto un contenitore vuoto e statico, abbiamo pensato di iniziare con ciò che abbiamo definito un “antiprogetto”, cioè la progettazione e messa in opera di azioni che sfocino successivamente nel Museo vero e proprio, meglio identificato come un Centro Interpretativo della propria storia (CI).

Il primo e forse principale ambito in cui vorremmo lavorare all’interno del Progetto Tejiendo Memoria è la formazione di persone di SFE, a cura del MUPI, che ha già svolto in passato attività similari in altre realtà comunitarie del paese; gli argomenti da approfondire, le modalità di approccio alla popolazione locale e all’ambiente, il recupero, la ricompilazione e la classificazione del materiale cartaceo, fotografico e sonoro esistente, saranno definiti dal MUPI, in sinergia con A.CO.SAN.F, con il nostro contributo a distanza; prevediamo che in questa attività potrebbero essere coinvolte almeno 5 persone di SFE, scelte dalla Giunta Direttiva dell’Associazione comunitaria A.CO.SAN.F, quasi sicuramente giovani a cui verrebbe riconosciuto un gettone di presenza. Al termine di questo percorso, pensiamo sia possibile già poter elaborare alcuni pannelli e piccole “postazioni”, da esporre successivamente nel Museo. Questa attività procederà contemporaneamente al lavoro di un archeologo professionista, il cui compito sarà quello di datare e catalogare le preziose statuette ed oggetti in terracotta, recuperate anni fa a SFE; si inizierà quindi, sotto la sua supervisione, alla catalogazione ed esposizione con scritte esplicative dei reperti, collegandoli all’identità indigena autoctona salvadoregna, spesso trascurata o dimenticata. Un lavoro metodologicamente e scientificamente corretto, mantenendo però un cuore ed un legame con le radici della storia locale. La progettazione vera e propria del CI, realizzata da un tecnico della stessa comunità, verrà effettuata sulla base dei risultati del lavoro svolto in quest’ambito, tenendo presente che il luogo è già stato individuato da A.CO.SAN.F.

Il secondo ambito è sicuramente il sostegno economico e propositivo alle attività che già si svolgono a SFE, coordinate dalla Giunta Direttiva di A.CO.SAN.F, dal comité di Memoria Historica e dal Comité Veterani: come Lisangà vorremmo contribuire direttamente in modo più approfondito, creando momenti di scambio e di confronto fruttuosi tra i diversi soggetti coinvolti di SFE ed esponenti della nostra delegazione, che visiteranno appositamente la comunità di SFE. Da un punto di vista metodologico, ci pare corretto partire dalle richieste ed esigenze formulate dai comitati esistenti a SFE. Il comité veterani, composto da 120 persone, (di cui 67 donne), ci ha proposto di valorizzare la data dell’11 novembre, quando, nel 1989, avvenne la famosa offensiva finale che portò il paese verso la firma degli Accordi di Pace. Localmente, si vorrebbe portare avanti momenti di studio e di riflessione, elaborando materiale didattico, anche creando un “día del veterano”. Il Comité di Memoria Histórica invece ha già espresso l’esigenza di poter organizzare annualmente una delegazione della comunità di SFE ai momenti di ricordo e commemorazione dell’assassinio di Mons. Romero, avvenuto nel 1980 e del massacro dei gesuiti, perpetrato nel novembre 1989, le due date simbolo dell’inizio e della fine della guerra. In questo contesto, pensiamo di poter inventare nuove iniziative culturali ed artistiche grazie anche al prezioso supporto del MUPI nella loro elaborazione.

Il terzo ambito è quello della valorizzazione dei luoghi simbolo della Memoria a SFE, in stretto collegamento con ciò che è già stato realizzato nell’ambito del progetto turistico, precedentemente finanziato dalla Tavola Valdese. Più specificatamente, si vorrebbe migliorare la visibilità dei sentieri partigiani e dei bagni della ex scuola, luogo del massacro, nonché progettare e realizzare una statua, definita dei Las y los imprescindibles, rappresentante una coppia di caduti in guerra.

Il quarto ambito è quello di creare un collegamento con ciò che già esiste a livello nazionale, nell’ambito della Ruta della Memoria Histórica: in questo senso, prezioso sarà il contributo del nostro “rappresentante” a San Salvador, che da anni ha costruito legami e relazioni con Istituzioni governative, come il Ministero degli Esteri, di Cultura e di Turismo, nonché con altre realtà della società civile, come Equipo Maíz ad esempio.

 

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