Superare le necessità

 

 

Progetto presentato da Lisangà nel 2017, approvato a settembre 2018

In corso

 

1.             OBIETTIVO 

In continuità con i nostri progetti precedenti, il progetto “Superare le necessità”, si pone innanzitutto, come obiettivo a lungo termine, l’autonomia del villaggio di San Francisco Echeverría, (SFE), comune di Tejutepeque, regione Cabañas, in El Salvador, nella gestione del proprio sviluppo sostenibile, rispettoso dell’uomo e dell’ambiente. A medio termine, ci proponiamo di individuare gli ambiti a carattere sociale ed educativo in cui la nostra collaborazione, non solo in termini economici, risulta essere ancora necessaria. 

2.             DESCRIZIONE

Il contesto locale del progetto “Superare le necessità” è la comunità rurale di San Francisco Echeverría (SFE),in Cabañas, El Salvador. Nonostante quest’anno la Comunità di SFE abbia deciso di presentare un proprio progetto alla Tavola Valdese, con grande soddisfazione da parte nostra, nella strada di una maggiore autonomia e responsabilizzazione, riteniamo ancora utile il supporto dell’Associazione Lisangà al suo auto sviluppo, individuando alcune aree specifiche di intervento e definendo successivamente la tipologia del nostro supporto.

In primo luogo, un villaggio in cui acquistare libri scolastici è una spesa troppo onerosa per molte famiglie e l’accesso a internet è limitato, il ruolo della biblioteca è centrale come luogo di incontro e formazione, sia per i ragazzi, che per giovani ed adulti. Sostenerla da parte nostra è dunque ancora indispensabile, tenendo conto l’impossibilità da parte del partner locale di finanziare gli stipendi degli operatori educativi coinvolti.

In secondo luogo, a livello sanitario, abbiamo potuto constatare che il Centro de Salud di SFE dispone di una sua ECOS, equipo comunitario de salud familiar, formata da un medico, alcuni infermieri e una promotrice di salute; la ECOS ha il compito di garantire i servizi sanitari di base, come passaggio intermedio necessario prima dell’ospedale vero e proprio. Poter implementare questa equipe con una nuova infermiera locale sarebbe molto utile per il villaggio, mettendo le competenze dei giovani a disposizione della comunità. Abbiamo perciò verificato che è necessario mantenere il finanziamento della borsa di studio di Blanca, per non disperdere l’investimento, in termini di risorse umane ed economiche, finora realizzato. 

In terzo luogo, abbiamo potuto constatare che negli ultimi anni, fortunatamente, anche in El Salvador si è posto l’accento sul problema della disabilità: nasce così la “Mesa Permanente de la Procuraduría para la Defensa de los Derechos Humanos de las Personas con Discapacidad” e il “Consejo Nacional para la Atención Integral de las Personas con Discapacidad”; ma soprattutto, l’accresciuta sensibilità sociale su questi temi porta alla creazione nel 2004 dell’Associazione di Genitori di figli con disabilità Los Angelitos. Tale associazione, attualmente presente su tutto il territorio nazionale, lavora anche un giorno alla settimana a SFE, proprio utilizzando i locali del Centro de Salud. Le nostre ultime delegazioni hanno potuto verificare personalmente il prezioso lavoro da loro svolto con i ragazzi diversamente abili del villaggio, attualmente circa una ventina. Come sempre però la buona volontà non basta, servono ulteriori materiali per un lavoro inclusivo più efficace dei soggetti più svantaggiati. Inoltre, ci pare importante costruire una mappatura delle disabilità presenti a SFE, per proporre azioni mirate e sviluppare azioni di sensibilizzazione nei confronti di tutta la popolazione locale. 

Il settore della salute pubblica è uno degli assi portanti del governo Cerén in El Salvador, oltre a quello dell’educazione, del lavoro, della parità di genere e della casa. I programmi sociali governativi si propongono come fine di sconfiggere la povertà nel paese, che comunque esiste ancora. I dati ufficiali ci indicano un 35% di famiglie in povertà di cui il 9% in povertà estrema; inoltre, se in città la percentuale scende al 21%, in campagna sale al 56%. Le statistiche di genere, inoltre, segnalano che sono le donne le persone più povere rispetto agli uomini, anche se di pochi punti in percentuale. 

Il villaggio di SFE non è esente da tale problematica. Nel corso degli anni abbiamo cercato, congiuntamente alla Giunta Direttiva della Comunità, di individuare la fascia più debole della popolazione locale, utilizzando i seguenti criteri: 

·       Non ricevere aiuti da altri progetti 

·       Non ricevere aiuti economici dai parenti all’estero

·       Essere famiglie di scarse risorse economiche

·       Vivere permanentemente nella comunità di SFE

·       Partecipare alle iniziative sociali

Sono state così individuate 16 persone, equamente distribuite tra uomini e donne, con una fascia di età tra i 45 e i 90 anni. Nel corso del 2017 si è riusciti, grazie a donazioni ricevute da Lisangà e girate alla Giunta, a consegnare dei pacchetti di prodotti alimentari e di igiene di prima necessità. (Vedere allegato) Ma ci rendiamo conto che ciò non è sufficiente e che in futuro occorrerebbe ampliare gli utenti di tale servizio, affiancandolo anche ad un lavoro di prevenzione e di sostegno a lungo termine, per combattere e sconfiggere laddove è possibile la povertà, trovando una risposta alle necessità più urgenti.

La società salvadoregna, attraverso le proprie istituzioni sociali, politiche e assistenziali, scommette sui giovani: perché è l’unico modo per affrontare e risolvere il problema della violenza, per costruire un futuro differente, a partire dai protagonisti principali, i giovani appunto. Lo sport del pugilato è uno degli strumenti più idonei per una corretta politica giovanile: parte dalla strada, luogo di presenza e di incontro dei giovani, per costruire atteggiamenti di appoggio mutuo, solidarietà e rispetto reciproco, rifiutando la possibilità che il futuro possa essere soltanto carcere o morte.

La Giunta Direttiva di SFE ha scelto di presentare alla T V un progetto in cui si prevede la realizzazione di una palestra e la sua dotazione; perché non rimanga una scatola vuota, pensiamo sia importante collaborare e apportare un nostro contributo, attraverso i contatti con la realtà delle palestre popolari giovanili italiane e con l’interessante esperienza della “Cultura del barrio”, spazio di incontro musicale e sportivo di Buenos Aires, Argentina . (Vedere allegato). Crediamo infatti che alcune delle soluzioni ai problemi vadano trovate nella stessa realtà latinoamericana, ampliando gli orizzonti verso una società positivamente globalizzata e contemporaneamente legata al proprio territorio e alle proprie tradizioni.

Infine, la nostra esperienza più che ventennale nel rapporto di solidarietà con SFE ci indica che qualsiasi strategia di intervento e di supporto da parte nostra debba essere costantemente monitorata e discussa con il nostro partner locale, in una prospettiva di interscambio paritario: conoscere, condividere e costruire è la nostra mission. 

LE FINALITÀ DEL PROGETTO 

A breve termine, gli obiettivi sono il consolidamento dell’esperienza della biblioteca come luogo di incontro e di produzione culturale, il rafforzamento dei servizi offerti dalla Casa di salute di SFE, con l’implementazione di nuovo personale, il sostegno alle iniziative di formazione rivolte in particolare ai giovani, da loro stessi elaborati in un proprio progetto autonomo, la risoluzione almeno parziale di problemi legati alla povertà in riferimento alle fasce più deboli e marginali di SFE e un contributo efficace alla concretizzazione dei Diritti Umani delle persone con disabilità,  finora trascurati sia a livello locale che nazionale. Infine, ma non perché meno importante, ci si pone l’obiettivo di migliorare l’interscambio personale e collettivo tra l’Associazione Lisangà e SFE, nell’ottica di un hermanamiento sempre più dinamico, interattivo e paritario. 

LE STRATEGIE DI INTERVENTO 

Il primo ambito in cui pensiamo di intervenire è la biblioteca, garantendo sia lo stipendio alla bibliotecaria, Carolina Cartagena, che la borsa di studio per il/la giovane che l’affiancherà; dopo l’esperienza positiva di quest’anno con Lea, una ragazza di SF, la scelta della Giunta Direttiva di SFE è di effettuare una rotazione, individuando un altro possibile stagista per il prossimo anno, confermando la scelta di un sostegno concreto al mondo giovanile locale, offrendo possibilità diversificate di occupazione e coinvolgimento.

In secondo luogo, visti i buoni risultati raggiunti da Blanca León nella formazione sanitaria universitaria, vorremmo garantirle il sostegno per l’ultimo anno di studi, prima di entrare a far parte dell’equipe medico sanitario della Casa di salud locale. 

Vorremmo inoltre contribuire al progetto di Los angelitos, con i ragazzi diversamente abili, acquistando materiale e monitorando la problematica della disabilità nel villaggio, per poter elaborare insieme strategie di intervento efficaci. 

Siccome la povertà è un male da sconfiggere, ci prefiggiamo anche il sostegno concreto alle famiglie monogenitoriali in gravi condizioni di indigenza, grazie all’acquisto di beni di prima necessità e l’impostazione di azioni di prevenzione e di cura, ad esempio educando alla realizzazione di orti familiari. In questo campo, una parte del fondo servirà a coprire uno “stipendio” alla persona di SFE coordinatrice del progetto. 

Per sostenere i giovani della comunità di SFE, vorremmo  supportare l’esperienza della palestra popolare, con la presenza in loco di un allenatore formatore nostro volontario e uno stage di formazione di due mesi nel campo del pugilato, da effettuarsi in Argentina, con la selezione da parte della Giunta di SFE del soggetto più meritevole ed indicato. 

Infine, prevediamo per il 2019 un viaggio in El Salvador di una nostra delegazione, con il compito di sistematizzare in una serie di incontri con la Giunta Direttiva di SFE e i diversi Comitè presenti in loco,  le attività in corso, le criticità e le prospettive future; riteniamo infatti che i nuovi strumenti comunicativi consentono maggiore fluidità nello scambio di informazioni e aggiornamenti, ma che sia ancora fondamentale ed indispensabile sedersi insieme intorno ad un tavolo per confrontarsi sulla progettualità comune. Analogamente, un soggiorno studio in Italia di un giovane della comunità, per il periodo di un mese, incentrato sull’esperienza nel campo socio sanitario, può essere l’occasione di un aggiornamento professionale, e contemporaneamente l’opportunità per rafforzare i legami di solidarietà tra Lisangà e SFE, tra Italia e El Salvador. 

Per superare insieme le necessità, in un modo equo e più giusto.

 

 

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