Progetto Sembrando cultura

Presentato da Lisangà nel 2016, approvato nel settembre 2017

in corso

 

1.             OBIETTIVO

 

Il ministro dell’Istruzione salvadoregno, Carlos Mauricio Canjura, in una recente intervista, ha affermato che “L’educazione è la miglior forma di prevenzione a disposizione della società e che il compito principale di tutti è di sviluppare capacità come cittadini, per comprendere il proprio ruolo, l’impegno che si deve assumere con la propria comunità, con il proprio Paese, perché tutti insieme si possa recuperare e costruire la pace.” Proprio questo è lo scopo del Progetto “Sembrando Cultura”: favorire nella Comunità di San Francisco Echeverría, regione di Cabañas, El Salvador, la realizzazione di iniziative di formazione, rivolte particolarmente ai giovani e alle donne della stessa Comunità e del municipio di appartenenza, Tejutepeque, sostenendo percorsi concreti nel campo educativo e lavorativo, per prevenire soprattutto l’eventuale diffusione di bande giovanili nella Comunità ed offrire strumenti di auto sviluppo. Si cercherà inoltre di mettere in contatto la realtà salvadoregna con l’importante esperienza delle comunità indigene in Chiapas e si introdurrà il principio del microcredito, fondamentale per un progetto collettivo di autosviluppo.

 

2.             DESCRIZIONE

Il contesto locale del progetto “Sembrando cultura” è la situazione attuale della comunità rurale di San Francisco Echeverría (SFE),regione di Cabañas, El Salvador; l’Associazione Lisangà, raccogliendo l’eredità della Cooperativa Il Ponte di Giaveno nella solidarietà con SFE, iniziata nel 1997, ha sostenuto dal 2005 l’autosviluppo di questa  Comunità in ambiti diversi.

Nel campo educativo sono stati pagati gli studi universitari dei maestri popolari, assunti successivamente dal Ministero di Educazione di El Salvador; su indicazione della Giunta Direttiva di SFE. si è realizzata la Biblioteca, ristrutturando una vecchia casa coloniale, abbandonata durante la guerra, gestita dal 1997 da Carolina Cartagena, giovane della Comunità, a cui l’Associazione Lisangà garantisce uno stipendio mensile.( il 50% delle famiglie di San Francisco utilizza la biblioteca, per svolgere i compiti, consultare libri, usufruire di internet o per partecipare alle riunioni che lì si tengono. Dall’inchiesta sociologica  “Construyendo el futuro en San Francisco Echeverría”, stampata grazie al finanziamento del progetto BuenVivir dell’Associazione Lisangà da parte della Tavola Valdese 2015-2016)

Nel campo sanitario, grazie anche ai progetti finanziati dalla Tavola Valdese negli anni scorsi, si è costruito il Centro di Salute, attualmente funzionante e  si è finanziata una borsa di studio ad una ragazza per gli studi universitari nel campo medico.

Nell’area sociale, l’Associazione Lisangà ha finanziato per alcuni giovani della Comunità stage in Italia,  organizzando anche in loco laboratori in campo fotografico, agricolo ed informatico a cura di esperti facenti parte dell’Associazione.

I giovani tra i 20 e i 29 anni sono la fascia maggioritaria  della popolazione in S.F.E.. Inoltre, il contesto nazionale di El Salvador ci dice che una delle grandi scommesse attuali è il superamento della violenza, da imputare alle azioni delle bande giovanili che imperversano per l’intero paese, considerato uno dei più violenti al mondo, con un tasso di 104 assassinati ogni 100.000 abitanti. Ma l’insicurezza non è il problema, bensì il sintomo più visibile ed eclatante del malessere sociale profondo mai risolto nel paese centroamericano. Di fronte a questa situazione è chiaro che soltanto una efficace azione di inserimento dei giovani nel contesto sociale educativo e lavorativo, può rappresentare un’alternativa, prevenendo  e costruendo un futuro diverso.

Ampliando ancora il panorama, facendo riferimento al contesto latinoamericano, possiamo affermare che l’esperienza delle comunità indigene in Chiapas  offre insegnamenti importanti a tutti coloro che in America Latina vogliono oggi costruire un futuro diverso.  Ma questa nuova esperienza politica non può essere appresa soltanto dalla teoria:  la pratica dell’educazione comunitaria e la costruzione di basi materiali dell’autonomia anche economica, la centralità del ruolo delle donne e l’importanza del recupero di azioni antiche ( es.  medicina naturale ), tutto questo è un “sapere per vivere”,  che si può nutrire, moltiplicare e lasciare agire, come afferma Kusch, in “El pensamiento indigeno y popular en America Latina”. Una proposta di vita che tende a moltiplicarsi come in un semenzaio.

 

Le finalità del progetto.

Raccogliendo le indicazioni della nuova Giunta Direttiva di SFE, a completamento del lungo percorso di sostegno da parte dell’Associazione Lisangà alla comunità, il progetto “Sembrando cultura” si propone innanzitutto di sostenere concretamente precorsi lavorativi sempre nell’ottica dello sviluppo comunitario. In questo percorso si vuole sperimentare il coinvolgimento di giovani del Comune di Tejutepeque, in cui si colloca come frazione SFE, per ampliare il bacino di utenza di progetti sociali.

Si introduce inoltre l’esperienza del microcredito nella Comunità, per una maggiore responsabilizzazione dei giovani coinvolti, cercando in prospettiva di giungere ad una completa autonomia anche nella presentazione di progetti.

Obiettivo non secondario è quello di valorizzare il ruolo delle donne in SFE, nel recupero di conoscenze e pratiche, successivamente a disposizione di tutti.

Il progetto si propone anche di facilitare la conoscenza di esperienze latinoamericane, con cui mettere in rete sinergie e prospettive di cambiamento in tutto il continente, in un’ottica non più eurocentrica. Senza ovviamente trascurare il legame tra SFE e Lisangà, legame che uscirà rafforzato da questo nuovo progetto.

 

Le strategie di intervento

Innanzitutto la valorizzazione della biblioteca come luogo di studio, di incontro e di coscientizzazione per bambini, giovani ed adulti; tenuto conto dell’impegno profuso dalla bibliotecaria, che vi dedica 40 ore settimanali ( alla quale riteniamo sia necessario restituire una retribuzione più adeguata) proporremo alla Giunta Direttiva di scegliere un secondo giovane che la affianchi  nella gestione della biblioteca, individuandone competenze e ambiti di lavoro. Una borsa lavoro per un anno ed un corso informatico di base rappresentano una concreta possibilità di impegno sociale, gratificante e renumerativo.   

Negli stessi locali della biblioteca saranno inoltre raccolti e catalogati anche tutti i documenti che la Giunta Direttiva ha prodotto in questi ultimi 25 anni ( dalla fine dal conflitto ad oggi) con la predisposizione di scaffalature adeguate ed un sistema multimediale di comunicazione. Il giovane che usufruirà della borsa lavoro sarà la persona incaricata anche di questa attività.

In secondo luogo, a partire dai Comites de Mujeres già esistenti  e sollecitando il collegamento con istituzionali salvadoregne come Fundación Promodora de  Cooperativas, Funprocoop, (attiva da anni nel campo della formazione  di cooperative ed associazioni contadine, con particolare attenzione all’equità di genere e ad un nuovo protagonismo indigeno) vorremmo favorire il recupero di alcune conoscenze autoctone  ad esempio nel campo della medicina naturale, per non disperderle e renderle efficaci ancora oggi.

Concretamente, vorremmo proporre ad un gruppo di giovani donne già interessate all’argomento, un percorso di formazione nell’ambito della medicina naturale, finanziato da una borsa di studio breve a partire dal testo, edito recentemente da Funprocoop, “Las plantas salvadoreñas y sus usos tradicionales”.

Continueremo  inoltre nel sostegno alla formazione universitaria in campo sanitario ( infermieristica) della giovane donna già accompagnata nei 2 anni precedenti, in modo che termini gli studi rientrando nell’equipe sanitaria ( medicina ufficiale e tradizionale) che potrà operare nella Casa di Salute, precedentemente costruita.

Collegato strettamente all’esperienza delle piante medicinali  e dando seguito al percorso di formazione  in agricoltura quella biologica, inserito nel precedente Progetto Buen Vivir, ci sembra necessario dare  impulso a tale settore  invitando il referente della Giunta Direttiva di San Francisco per il mondo giovanile, a compiere in Italia un’esperienza di apprendistato di tre mesi come woofer.  Il WWoof è un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali locali, promuovendo esperienze lavorative ed educative basate sullo scambio di fiducia, senza scopo di lucro, per la creazione di una comunità globale sostenibile. Il luogo fisico dell’apprendistato sarà l’Azienda Agricola Il Frutasè (Cumiana di Torino) di Bruno Zaro,  l’esperto che ha visitato l’anno scorso la Comunità di San Francisco.

Relativamente ai giovani tra i 20 ed i 29 anni invece si è scelto di appoggiare il progetto già in via di attuazione autonoma, relativo all’apicoltura come  forma percorribile di sviluppo economico per giovani imprenditori e di recupero di antiche attività autoctone.  Sono infatti 18 giovani di San Francisco che, con altri 11 ragazzi del municipio di Tejutepeque, hanno partecipato ad un corso di formazione professionale per diventare apicultori, gestito dall’Associazione Plan internacional por la niñez; al termine del corso, tutti i partecipanti hanno ricevuto un capitale “semilla” di 5 alveari. Per poter continuare, i ragazzi hanno bisogno di un finanziamento per l’acquisto di nuovi alveari, per l’equipaggiamento ed il mantenimento.

In questo progetto, si pensa di introdurre l’importante elemento del microcredito attraverso una borsa di studio che permetta il finanziamento di un corso di formazione in questo campo.

L’ipotesi è che i ragazzi, al termine del primo anno di lavoro, dopo aver ricevuto il credito, siano in grado di  restituire il 15% alla Giunta di SFE, che deciderà in quali progetti sociali investirli.

Infine il progetto “Sembrando cultura” prevede la sperimentazione attiva di modalità di gestione diretta di comunità indigene differenti, in particolare si è individuata la realtà del Chiapas come una tra le più fruibili e vicine all’esperienza di SFE sia per storia che per modi di vita.

Prevediamo dunque un  viaggio in Chiapas di due rappresentanti  del gruppo giovanile di SFE al fine di seguire un percorso di formazione sulle comunità indigene messicane.  I due giovani saranno messi in contatto con FRAYBA, Centro de Derechos Humanos Fray Bartolomé de Las Casas, presso cui saranno accreditati e con cui potranno far parte delle Brigate Bryco; in tre mesi potranno usufruire di quattro uscite da due settimane ciascuna, in quattro comunità indigene differenti; sia nel percorso di formazione che a San Cristobal de Las Casas, saranno presenti  esponenti dell’Associazione Lisangà, per garantire il coordinamento delle attività previste.

Il percorso di avvicinamento alla realtà messicana sarà uno dei laboratori formativi previsti per il gruppo giovanile di recente costituzione. Oltre alla fornitura di materiale cartaceo per l’approfondimento dei temi affrontati e il rimborso degli esperti, sarà proposto un gettone di presenza per tutti i partecipanti.

Seminare cultura è una sfida, non una utopia, per costruire insieme un futuro diverso, a SFE come in Italia.

3.             DURATA 

Un anno

 

4.             BENEFICIARI

 

 

I beneficiari saranno gli abitanti di San Francisco Echeverría, circa 1200, in particolare i due bibliotecari, una ventina di membri del Comité de Jovenes (comitato  giovanile) , una trentina di donne riunite nel        Comité de Mujeres (Comitato donne), i 18 ragazzi del Progetto apicoltura, i 5 giovani che riceveranno la borsa di studio per gli studi post diploma.

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