S. Francisco

I progetti dell’Associazione Lisangà culture in movimento a San Francisco Echeverría, in El Salvador

 

Il Cantón San Francisco Echeverría è una frazione del comune di Tejutepeque, nella regione di Cabañas: 1200 persone, poco più di 250 famiglie, un villaggio sostanzialmente agricolo, con un Centro Scolare, dalla scuola materna alla prima superiore, una biblioteca, indispensabile perché la maggior parte delle famiglie non ha i soldi per comprare i libri di scuola  (Lisangà garantisce lo stipendio della bibliotecaria, dopo aver aiutato la comunità a realizzare la biblioteca), un nuovo Centro di Salute in costruzione, grazie al sostegno della Tavola Valdese, una tiendita (un negozietto) minimalista, pochissime automobili, un centro internet nella biblioteca, un campo di calcio attraversato da animali e bambini in bicicletta durante le partite,  …

Ma è soprattutto una Comunità che, ritornata a ripopolare le proprie case nel 1992, quelle case che erano state abbandonate nel ‘84 dopo il feroce massacro perpetrato dal Battaglione Atlacatl, si autogestisce grazie ad una Associazione degli abitanti che ogni due anni elegge una Giunta Direttiva. Un gruppo di persone che VOLONTARIAMENTE, affronta i problemi comuni, dall’educazione alla salute, dai giovani alle donne, dall’acqua alla siccità nei campi, raccogliendo gli spunti che emergono in assemblee pubbliche periodiche. Sono il nostro interlocutore nell’individuazione delle problematiche e nella ricerca delle soluzioni: un’esperienza di comunità vera, in cui l’unico furto avvenuto dopo la ripopolazione viene ancora citato come fatto eccezionale, dove si chiudono le porte di casa,… soltanto per evitare di ritrovarsi una gallina sul letto a deporre le uova!, dove la semplicità e la frugalità di molte persone non impedisce la loro ospitalità e disponibilità ad accoglierci come hermanas y hermanos italianos – sorelle e fratelli italiani.

In un incontro che abbiamo avuto con la Giunta Direttiva, Rodil, ex presidente, ci disse che il compito di Lisangà è di “accompagnare nel camminare” la Comunità di San Francisco. Semplice ma efficace.

 

La biblioteca a San Francisco

Durante la nostra ultima visita a San Francisco, parlando con Carolina, che ricopre dal 2007 il ruolo di bibliotecaria, lavoro che svolge con passione ed impegno, abbiamo prospettato l’allestimento di uno spazio all’interno della biblioteca per i bambini più piccoli, finora esistente. Grazie al piccolo contributo economico che abbiamo inviato, ecco i risultati. E’ interessante notare che anche in questo lavoro sono stati coinvolti alcuni giovani della Comunità.

 

Calcio Solidale a San Francisco

Le Società Union Calcio Valle Susa, Bussoleno 2000 e Chianocco, che fanno parte del Consorzio Union Calcio Valle Susa, hanno regalato alle squadre di calcio di San Francisco cinque giochi di maglie, palloni e fischietti: quando questo materiale è stato consegnato, la commozione è stata grande, dimostrando che a volte bastano piccoli gesti per creare condizioni migliori, soprattutto per i ragazzi ed i giovani.

 

Gli studi di Blanca

Blanca Iris Leon Flores ha 26 anni, nella sua famiglia sono in 5, due fratelli, una sorella e la mamma che ha lavorato duramente per crescerli da sola.

Blanca ha terminato la scuola obbligatoria a San Francisco, per poi iscriversi alla scuola superiore e diplomarsi nel 2006: avrebbe voluto continuare a studiare o lavorare, ma non ne avuto l’opportunità.

Ha sempre cercato di partecipare alla vita comunitaria di San Francisco, attualmente collabora a un gruppo Pastorale nella Chiesa.

Da novembre scorso si è sposata, vivendo inizialmente nella casa degli suoceri, ora invece vive con il marito a San Salvador.

Ha partecipato alla “selezione” che c’è stata a San Francisco nel 2013, per individuare chi tra i giovani avrebbe voluto intraprendere gli studi universitari, opportunità offerta grazie al finanziamento Otto per mille della Tavola Valdese Italiana al progetto dell’Associazione Lisangà “Vivere e salute”.

E alla fine, superando  gli esami universitari di ammissione alla Facoltà di Nutrizione, ha potuto finalmente iscriversi ed iniziare il suo percorso di studi.

Come lei stessa dice “La meta è laurearsi, un grande aiuto per la realizzazione ed autonomia personale però anche un contributo agli sforzi di Lisangà nello sviluppo della Comunità di San Francisco attraverso il Progetto di Salute”

A giugno di quest’anno ha terminato con risultati positivi il primo ciclo dell’anno accademico in corso.

Ecco cosa ci scrive Blanca:

“Parlando dei miei studi, ho sempre pensato che bisogna approfittare di queste opportunità, per tutto ciò che c’è di nuovo nel campo delle conoscenze, delle difficoltà e delle vittorie, anche per il semplice fatto di conoscere nuove persone, persone che in un momento, all’improvviso, entrano a far parte integrante della vita di una persona. Quando ho iniziato il Modulo di Studi Universitari, immediatamente mi resi conto che si trattava di uno studio completamente differente da quello che avevo seguito fino ad allora, quando le materie di insegnamento erano rigidamente distinte ed era il professore che si incaricava di fornire tutto il materiale necessario per le lezioni. Mi avevano raccontato che ci sarebbe stato molto da leggere e lo verificai quando, una volta iscritta, mi consegnarono 7 dossier belli spessi... Li presi e mi dissi – Bene Blanca Iris, adesso devi iniziare a leggere come una matta!

Quando, durante la prima lezione, l’insegnante ci spiegò quale sarebbe stato il suo metodo d’insegnamento mi innervosii un tantino: ci disse che avremmo dovuto seguire la guida del primo libro, preparare autonomamente la lezione successiva, portando i proprii appunti su un quaderno, segnandosi cosa non si era capito, perchè di volta in volta l’insegnante di turno sarebbe stato uno degli allievi scelto casualmente fra tutti! Tutto questo era nuovo per me, l’Università mi sembrò un altro mondo. Ho anche imparato che nei primi tre moduli siamo insieme tutti gli studenti della Scuola di Tecnologia Medica della Facoltà di Medicina, solamente dal quarto ci si separa, ed io allora proseguirò i miei studi soltanto con una compagna.

Per quanto riguarda la mia vita a San Salvador, la città offre sicuramente dei vantaggi, ti permette di accedere a quasi tutto ciò che vuoi, però non mi sono ancora abituata a vivere segregata in casa e se, per qualche motivo, non posso tornare a San Francisco in un fine settimana è come se non ci fossi stata da più di un mese... La non tranquillità che sento è dovuta anche all’insicurezza e alla pericolosità della vita cittadina, continuo a provare un po' di paura e per questo faccio sempre la stessa strada per andare all’Università. D’ora in avanti mi sforzerò di uscire di più e conoscere meglio la città, senza perdermi, sono convinta che noi essere umani ci possiamo adattare rapidamente! 

Mio marito mi ha aiutato molto, mi ha incoraggiato quando mi ha visto piangere perché capivo quasi niente durante le prime lezioni. Immaginatevi, avevo abbandonato completamente l’idea di continuare a studiare, cancellandola dalla lista degli obiettivi principali nella mia vita. Ciò che mi diede un po’ di coraggio fu la convinzione che non è mai troppo tardi per ottenere ciò che si desidera, semplicemente per la soddisfazione di sentirsi un essere umano realizzato.  Ciò che mi è piaciuto di più dopo sette anni da quando avevo interrotto gli studi è questo ripartire praticamente da zero, riuscendo a superare i momenti in cui non mi riconoscevo in niente di ciò che facevo...

E poi il primo voto negativo: piansi, non ero abituata ad averli, ma poi capii che dovevo reagire, che questa era la mia realtà, essere studentessa, e dovevo comportarmi di conseguenza. Mi ripetei - Ce la puoi fare Blanca!! – e anche se dopo ho ottenuto altri voti negativi, non importa, so che devo migliorare il mio metodo di studio, approfondire le letture, ma ce la farò, ne sono sicura...“

  

Preparazione del terreno per il Proyecto Hortaliza a San Francisco

Già dal 1994, anno del ritorno a San Francisco Echeverría di alcune famiglie, costrette a fuggire a causa della guerra, si dà vita ad uno sforzo organizzativo comunitario per sviluppare attività artistiche e ricreative tra i giovani allora presenti nel villaggio. Otto anni dopo, un’indagine sociologica stimava che il 40 % dei giovani di S.F. aveva emigrato verso città più grandi, alla ricerca di maggiori opportunità, rendendo praticamente inattiva l’organizzazione giovanile.

Nel 2001, con il nome “Juventud Mártires del 19 de Julio”, sotto la spinta di alcuni ragazzi della Comunità, rinasce un gruppo che esiste ancor oggi e che vede attualmente la partecipazione di una trentina di giovani, con l’obiettivo di coinvolgere nelle attività il resto della popolazione giovanile comunitaria. Lo stesso nome è emblematico, riallacciandosi alla data del massacro perpetrato  a San Francisco dal battaglione Atlacatl, proprio il 19 luglio 1984: il gruppo ha il compito tutti gli anni di organizzare la commemorazione di tale evento, coordinandosi con i veterani della guerra e gli anziani che vissero sulla propria pelle quell’esperienza.

Nel 2013 nasce la Cooperativa di “Producción Agropecuaria y Artesanal Juventud San Francisco Echeverría” (ACOPAJUS), con l’obiettivo principale di garantire uno sviluppo giovanile e prevenire il rischio di essere coinvolti nelle esperienze di bande giovanili, promuovendo la produttività, l’educazione e la formazione, soprattutto nel campo culturale ed artistico, ma anche strettamente economico.  

Si è così dato vita ad un Proyecto de Hortaliza, rivolto in particolare alle donne socie della Cooperativa ACOPAJUS  e ad altre donne non socie, ma residenti a San Francisco, con il proposito di rafforzare le capacità imprenditoriali delle giovani del villaggio, affinché possano effettivamente essere protagoniste del loro sviluppo economico, famigliare e comunitario. Tale progetto è tanto più importante quanto più ci si rende conto che nella maggior parte dei casi le donne non sono coinvolte direttamente nella produzione agricola, attività quasi sempre svolta dagli uomini.

Per questo la Cooperativa ACOPAJUS ha iniziato un corso di formazione e di produzione a cielo aperto di ortaggi, coinvolgendo una decina di donne giovani, per garantire a breve termine la sicurezza alimentare di famiglie di recente formazione e con scarse entrate, a medio termine riuscire ad armonizzare le esperienze agricole ancestrali con le nuove tecnologie, per lo sviluppo di una agricoltura sostenibile, a favore dell’ambiente e contro gli effetti del cambiamento climatico.

In sintesi il progetto servirà a

•             Contribuire a creare entrate per le donne giovani della comunità di San Francisco

•             Creare un ambiente armonioso e di convivenza tra le donne della Comunità

•             Riscattare la dignità e favorire l’indipendenza economica delle donne

•             Favorire la convivenza con l’ambiente e la natura.

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